unosconosciuto
L'insostenibile pesantezza delle scelte
La vita è fatta di scelte e credo di non aver detto niente di particolarmente illuminante.
Ovviamente non sappiamo dove ci porterà una scelta, ne dopo quanto tempo vedremo i risultati; talvolta le conseguenze ( positive o meno ) sono dietro l'angolo, mentre altre volte non pensiamo che una determinata situazione sia frutto di scelte passate che magari si sono dimenticate.
Molto spesso, in passato, ho inconsapevolmente fatto la scelta peggiore.
Ho scelto di non scegliere.
Questa scelta ha il vantaggio che lascia tutto immutato e che ci da la finta illusione di non aver scelto.
Oggi, Considerando che non ho intenzione di mentire a me stesso, anche perchè oramai me ne accorgo subito, ho deciso di scegliere sul serio.
Ovvero considerando l'opzione 'non cambio nulla' come andrebbe considerata, per quello che è, anch'essa una scelta; è un cambio solo semantico se vogliamo, ma che in realtà ha molta influenza sulla nostra capacità decisionale.
Il nostro cervello, di fronte ad una scelta, tende a considerare ( tra le tante cose ) il modo in cui è posta la scelta.
Facciamo un esempio pratico :
Immaginate di dover fronteggiare una grave epidemia che si prevede ucciderà 600 persone.
In qualità di presidente, dovete decidere quale programma utilizzare.
Programma A : 200 persone si salveranno
Programma B : C’è una probabilità su tre che si salvino 600 persone e due probabilità su tre che non si salvi nessuno
Ma proviamo ora a porre la questione in quest'altro modo
Programma A : 400 persone moriranno
Programma B : Ci sono due probabilità su tre che 600 persone moriranno, e una probabilità su tre che non morirà nessuno.
Modi diversi di porre le questioni ( anche quelle che rivolgiamo a noi stessi ) portano a scelte diverse, possiamo dire che le guidano.
Tornando a noi e alle scelte, dovremmo cominciare a soppesare pro e contro, cercare di costruire i giusti modelli mentali e finalmente prendere una decisione avendo ben presente pro e contro, e quali sono i dati di partenza.
E allora si riesce (quasi) anche ad essere un essere razionale perfetto, mettendo da parte, ma solo per un attimo, quella sensazione irrazionale che ci consiglia di non mutare niente per non rischiare anche quel poco di vantaggio acquisito.
Ovviamente si può compiere una scelta in maniera del tutto irrazionale. Ma in quel caso più che di una scelta parlerei di un impulso. E nessuno ancora ha ben capito cosa è l'amore.
Conclusioni :
L'amore non è una scelta.
Una nostra giornata è talmente piena di scelte, che molte vengono prese in maniera automatica, ripetitiva o impulsiva. E mi sono ritrovato spesso a chiedermi del perchè di certe mie scelte quotidiane.
Nessuno potrà mai dirmi dove mi porterà una strada presa, ma di certo smettere di camminare non mi porterà da nessuna parte.
Rimpianti e rimorsi non sono piacevoli quindi è meglio evitarli.
L'insostenibile pesantezza delle scelte
La vita è fatta di scelte e credo di non aver detto niente di particolarmente illuminante.
Ovviamente non sappiamo dove ci porterà una scelta, ne dopo quanto tempo vedremo i risultati; talvolta le conseguenze ( positive o meno ) sono dietro l'angolo, mentre altre volte non pensiamo che una determinata situazione sia frutto di scelte passate che magari si sono dimenticate.
Molto spesso, in passato, ho inconsapevolmente fatto la scelta peggiore.
Ho scelto di non scegliere.
Questa scelta ha il vantaggio che lascia tutto immutato e che ci da la finta illusione di non aver scelto.
Oggi, Considerando che non ho intenzione di mentire a me stesso, anche perchè oramai me ne accorgo subito, ho deciso di scegliere sul serio.
Ovvero considerando l'opzione 'non cambio nulla' come andrebbe considerata, per quello che è, anch'essa una scelta; è un cambio solo semantico se vogliamo, ma che in realtà ha molta influenza sulla nostra capacità decisionale.
Il nostro cervello, di fronte ad una scelta, tende a considerare ( tra le tante cose ) il modo in cui è posta la scelta.
Facciamo un esempio pratico :
Immaginate di dover fronteggiare una grave epidemia che si prevede ucciderà 600 persone.
In qualità di presidente, dovete decidere quale programma utilizzare.
Programma A : 200 persone si salveranno
Programma B : C’è una probabilità su tre che si salvino 600 persone e due probabilità su tre che non si salvi nessuno
Ma proviamo ora a porre la questione in quest'altro modo
Programma A : 400 persone moriranno
Programma B : Ci sono due probabilità su tre che 600 persone moriranno, e una probabilità su tre che non morirà nessuno.
Modi diversi di porre le questioni ( anche quelle che rivolgiamo a noi stessi ) portano a scelte diverse, possiamo dire che le guidano.
Tornando a noi e alle scelte, dovremmo cominciare a soppesare pro e contro, cercare di costruire i giusti modelli mentali e finalmente prendere una decisione avendo ben presente pro e contro, e quali sono i dati di partenza.
E allora si riesce (quasi) anche ad essere un essere razionale perfetto, mettendo da parte, ma solo per un attimo, quella sensazione irrazionale che ci consiglia di non mutare niente per non rischiare anche quel poco di vantaggio acquisito.
Ovviamente si può compiere una scelta in maniera del tutto irrazionale. Ma in quel caso più che di una scelta parlerei di un impulso. E nessuno ancora ha ben capito cosa è l'amore.
Conclusioni :
L'amore non è una scelta.
Una nostra giornata è talmente piena di scelte, che molte vengono prese in maniera automatica, ripetitiva o impulsiva. E mi sono ritrovato spesso a chiedermi del perchè di certe mie scelte quotidiane.
Nessuno potrà mai dirmi dove mi porterà una strada presa, ma di certo smettere di camminare non mi porterà da nessuna parte.
Rimpianti e rimorsi non sono piacevoli quindi è meglio evitarli.