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Chiesa romanica di S. Vittore e Corona (XI sec.) nei dintorni di Montemagno Monferrato (Asti). Basso Monferrato, Piemonte, Italia.

E' un bell'esempio di chiesa rurale medievale sorta in un sito prominente collocato nell'ambito del complesso sistema d'insediamenti della fertile campagna monferrina sud occidentale. Dal punto di vista storico si riscontrano labili notizie documentali soltanto a partire dal 1345, ma la sua costruzione viene fatta risalire dal Porter al 1145. La chiesa dipendeva dalla Pieve di Grana ed ebbe sicuramente ii rango di parrocchiale, anche se nel 1568, in occasione della visita del vescovo di Casale, risulta già in pessimo stato, priva di porte e minacciante rovina in più parti. Durante il secolo successivo la chiesa decadde completamente fino a ridursi ad un ammasso di ruderi, ma venne radicalmente restaurata all'inizio del XVIII secolo e riconsacrata nel 1707. In occasione della creazione del catasto di Montemagno nel 1769 la chiesa risulterebbe attiva, in quanto viene rappresentata come un edificio rettangolare absidato coperto da un tetto a due falde affiancato dal campanile. Un'ulteriore rapida decadenza deve aver interessato il monumento tra questa data ed i primi decenni del XIX secolo, dato che nei documenti ottocenteschi risulta nuovamente decaduta. Un ulteriore e definitivo crollo si è registrato nella notte del 29 luglio 1900 in occasione di un forte temporale. Dal punto di vista architettonico l'elemento di maggior rilievo è rappresentato dalla torre campanaria a pianta quadrata (con lato di 2,35 metri) costruita all'interno dell'ipotetica aula di forma rettangolare, proprio all'altezza della congiunzione con l'abside. La muratura del campanile, come quella dell'abside, è del tipo "a sacco" con pareti in blocco di tufo, squadrate, di 75 cm. di spessore. Ogni lato del campanile presenta due specchiature sovrapposte di altezza diversa, delimitate da paraste angolari continue che si innalzano a partire dalla prima cornice marcapiano costituita da una fascia con elementi in pietra e mattone disposti a dente di sega. La seconda e la terza cornice sono costituite da quattro archetti pensili monolitici poggianti su piccole mensole. Nel primo ordine dei prospetti est sud e ovest vi è una esile monofora, strombata all'interno, mentre nel secondo ordine di specchiature, su ogni lato si apre un elegante bifora a spalla retta con archetti a tutto sesto, con doppia ghiera decorata e colonnina con capitello a stampella ornato con rosoncini. L'abside semicircolare ha un raggio interno di 1,75 m.. All'esterno è delimitata da lesene agli estremi, mentre una lesena centrale la divide in due campiture nelle quali trovano posto due monofore a doppia strombatura, sormontate da un arco a tutto sesto. Nessuno degli affreschi citati nel documento che accompagna la visita pastorale del 1568 si è conservato, né sappiamo se fossero disposti in una parete dell'aula scomparsa oppure se ornassero il cielo del catino absidale. Dopo il rifacimento settecentesco la chiesa venne restaurata una prima volta dopo il crollo dell'anno 1900 ed ancora nell'estate del 1927, quando vennero realizzate le sottomurazioni dell'abside e del campanile e le due spalle di attacco dell'aula scomparsa. Il più recente intervento, eseguito nell'estate del 1999, è stato voluto dall'Amministrazione Comunale di Montemagno ed eseguito nell'ambito delle iniziative di recupero dei monumenti religiosi in occasione del Giubileo dell'anno 2000.

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Uploaded on April 10, 2024
Taken on February 25, 2024