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I COLORI DELLA NATURA.

BELLO E MORTALE. Nerium oleander L.

Oleandro

 

Arbusto sempreverde coltivato per i fiori vistosamente colorati e profumati di mandorla amara. Tutta la pianta è velenosa: anche il solo contatto con la linfa provoca eritemi e vescicole e tale tossicità permane anche dopo il disseccamento, la bollitura e la bruciatura, tanto che pure il fumo risulta nocivo. I principi attivi sono dati dai glucosidi oleandrina, neriina, neriantina, folinerina, adinerina e da sostanze resinose e tanniche. La sua tossicità è nota sin dall’antichità. In India era chiamato kajamaraka, “l’erba che fa morire il cavallo”. Si narra che alcuni soldati napoleonici morirono per aver usato il legno d’oleandro quale spiedo per arrostire le carni. Si sono verificati casi d’avvelenamento causato dall’ingestione di chiocciole che si erano alimentate con le foglie di questa pianta.

 

Può risultare tossico anche il miele prodotto dalle api che visitano i fiori d’oleandro. L’avvelenamento si presenta con vomito, vertigini, diarrea, dilatazione della pupilla, sonnolenza, sudorazione fredda, aritmie cardiache, allucinazioni e convulsioni, sino a perdita di coscienza, fibrillazione atriale e ventricolare, sincope. L’azione terapeutica dei glucosidi dell’oleandro è simile a quella della digitale, con caratteristiche cardiotoniche. Si ha rallentamento del ritmo cardiaco ed aumento dell’ampiezza e della forza delle contrazioni sistoliche. L’impiego deve avvenire esclusivamente sotto controllo medico.

www.salvatorelofaro.com

 

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Uploaded on November 3, 2015
Taken on July 21, 2015