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CHIESA S. MARIA DELLA GROTTA
La tradizionw racconta che: Placido Samperi, raccogliendo un’antica tradizione, racconta che un vascello levantino solcava le acque dello stretto, recando a bordo una devota icona della Santa Vergine.
Giunto di rimpetto alla costa dove ora sorge il tempio, si arrestò e non potè più andare avanti, Venne in mente al padrone che la causa potesse essere il desiderio della Madonna di fermarsi in quel luogo e incaricò i marinai di portare a terra la sacra immagine e di lasciarla in un sito conveniente. Questi scorsero una grotta vicino al mare, e trovandola molto adatta, vi collocarono decentemente il quadro.
Gli abitanti del luogo, la maggior parte pescatori, scoperta la cosa, ne furono molto contenti e salutarono la sacra immagine col titolo di Madonna della Grotta. Una storia, come si vede, simile a tante altre che stanno all’origine di molte devozioni mariane della nostra terra.
Diversa è, invece, la spiegazione che di questo titolo dà Vito Amico.
Egli chiama in causa il quadro "Madonna della Grotta, cioè della Vergine che partorisce Cristo in Betlemme" facendo così chiaro riferimento alla grande pala del Marolì, custodita nella chiesa, e che raffigura appunto la natività di Gesù nella grotta di Betlemme.
CHIESA S. MARIA DELLA GROTTA
La tradizionw racconta che: Placido Samperi, raccogliendo un’antica tradizione, racconta che un vascello levantino solcava le acque dello stretto, recando a bordo una devota icona della Santa Vergine.
Giunto di rimpetto alla costa dove ora sorge il tempio, si arrestò e non potè più andare avanti, Venne in mente al padrone che la causa potesse essere il desiderio della Madonna di fermarsi in quel luogo e incaricò i marinai di portare a terra la sacra immagine e di lasciarla in un sito conveniente. Questi scorsero una grotta vicino al mare, e trovandola molto adatta, vi collocarono decentemente il quadro.
Gli abitanti del luogo, la maggior parte pescatori, scoperta la cosa, ne furono molto contenti e salutarono la sacra immagine col titolo di Madonna della Grotta. Una storia, come si vede, simile a tante altre che stanno all’origine di molte devozioni mariane della nostra terra.
Diversa è, invece, la spiegazione che di questo titolo dà Vito Amico.
Egli chiama in causa il quadro "Madonna della Grotta, cioè della Vergine che partorisce Cristo in Betlemme" facendo così chiaro riferimento alla grande pala del Marolì, custodita nella chiesa, e che raffigura appunto la natività di Gesù nella grotta di Betlemme.