Memories
Io sono figlia di un parrucchiere che ha tenuto un negozio a Napoli, in una zona ben frequentata per 50 lunghissimi anni e per di più di fronte ad un altro notissimo coiffeur.
Ma a mio padre le clienti non mancavano, eppure lui era un musone, parlava poco e niente, se aveva un'idea nel suo lavoro non la cambiava e non era affatto una persona malleabile e gli piaceva lavorare in libertà, gli piaceva sperimentare la sua arte e secondo me aveva un gran senso dell'estetica. Era non a caso anche un bravo pittore e fotografo.
Oggi il mio parrucchiere che sa io sono figlia di un suo collega, mi ha presa in giro perché per fare un taglio aveva diviso la testa della cliente in zone con treccine. Signora Pastore vostro padre se mi vedesse direbbe a che ce simm ridotti? Dividiamo la testa in zone per tagliare?
È vero. Mio padre come tutti i parrucchieri del suo tempo tagliava ad occhio, senza bisogno di progettare il taglio. Zac, zac, zac e via. Sempre tagli perfetti, senza sforbiciate, armonici.
Senza tecniche ma solo estro.
Ho visto questa "pupa" nel suo retrobottega, mi sono commossa.
Papà mio se le portava a casa queste testine e preparava le parrucche alle clienti che ne avevano bisogno.
E oggi era là, l'ho fotografata perché volevo farla vedere a mia sorella Francesca Pastore
Checca te le ricordi messe lì in cucina? Ti ricordi che ci facevano impressione?
Ah caro papà quanto ti abbiamo amato, ecco oggi lo vediamo fortissimamente.
Memories
Io sono figlia di un parrucchiere che ha tenuto un negozio a Napoli, in una zona ben frequentata per 50 lunghissimi anni e per di più di fronte ad un altro notissimo coiffeur.
Ma a mio padre le clienti non mancavano, eppure lui era un musone, parlava poco e niente, se aveva un'idea nel suo lavoro non la cambiava e non era affatto una persona malleabile e gli piaceva lavorare in libertà, gli piaceva sperimentare la sua arte e secondo me aveva un gran senso dell'estetica. Era non a caso anche un bravo pittore e fotografo.
Oggi il mio parrucchiere che sa io sono figlia di un suo collega, mi ha presa in giro perché per fare un taglio aveva diviso la testa della cliente in zone con treccine. Signora Pastore vostro padre se mi vedesse direbbe a che ce simm ridotti? Dividiamo la testa in zone per tagliare?
È vero. Mio padre come tutti i parrucchieri del suo tempo tagliava ad occhio, senza bisogno di progettare il taglio. Zac, zac, zac e via. Sempre tagli perfetti, senza sforbiciate, armonici.
Senza tecniche ma solo estro.
Ho visto questa "pupa" nel suo retrobottega, mi sono commossa.
Papà mio se le portava a casa queste testine e preparava le parrucche alle clienti che ne avevano bisogno.
E oggi era là, l'ho fotografata perché volevo farla vedere a mia sorella Francesca Pastore
Checca te le ricordi messe lì in cucina? Ti ricordi che ci facevano impressione?
Ah caro papà quanto ti abbiamo amato, ecco oggi lo vediamo fortissimamente.