In lontananza
Aspettami e io tornerò.
Ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle foglie
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c'è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno le mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che tempo di dimenticare.
(...)
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
K. M. Simonov
(L'attesa è una figura dell'anima. Lo sanno tutti quelli che aspettano, tutti quelli che si scoprono in silenzio ad una finestra, accanto ad un telefono, che si girano i pensieri come fossero capelli tra le dita. Questa poesia qui è di un soldato, non è di un poeta. E' più lunga, qui ci sono dei tagli, ma è facile trovarla in rete e leggerla tutta.
Sta scrivendo alla sua donna, le sta promettendo che tornerà. Ovviamente è un soldato, sa che non è sicuro di quella promessa, sa che può morire da un momento all'altro. Ma in quel momento ha bisogno di dirglielo. E di dirgli pure che lo sa, che lui è già salvo solo per questo: nessuno lo ha aspettato con la stessa forza, la stessa speranza, di cui è stata capace lei.
"tu hai saputo aspettare semplicemente come nessun altro".
Questa poesia fu copiata da altri soldati, altri ancora se la passarono tra loro e la infilavano nelle divise, la leggevano quando erano soli e la spedivano alle loro ragazze a casa.
qualche volta tornavano. così la guerra si riempiva di mille storie e lettere d'amore.)
M. Lucente
In lontananza
Aspettami e io tornerò.
Ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle foglie
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c'è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno le mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che tempo di dimenticare.
(...)
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
K. M. Simonov
(L'attesa è una figura dell'anima. Lo sanno tutti quelli che aspettano, tutti quelli che si scoprono in silenzio ad una finestra, accanto ad un telefono, che si girano i pensieri come fossero capelli tra le dita. Questa poesia qui è di un soldato, non è di un poeta. E' più lunga, qui ci sono dei tagli, ma è facile trovarla in rete e leggerla tutta.
Sta scrivendo alla sua donna, le sta promettendo che tornerà. Ovviamente è un soldato, sa che non è sicuro di quella promessa, sa che può morire da un momento all'altro. Ma in quel momento ha bisogno di dirglielo. E di dirgli pure che lo sa, che lui è già salvo solo per questo: nessuno lo ha aspettato con la stessa forza, la stessa speranza, di cui è stata capace lei.
"tu hai saputo aspettare semplicemente come nessun altro".
Questa poesia fu copiata da altri soldati, altri ancora se la passarono tra loro e la infilavano nelle divise, la leggevano quando erano soli e la spedivano alle loro ragazze a casa.
qualche volta tornavano. così la guerra si riempiva di mille storie e lettere d'amore.)
M. Lucente