IO,Marina.
ci sono giorni
Mentre divago nella smemoranza del tempo l’anima, rapita da mano rapace, in corridoi tetri di carceri antichi si gonfia di echi di pianti urlati.
Si scolora il mondo in labirinti già visti e mai vinti.
Si scontrano voci aguzze come lame a penetrare carne martoriata.
Non sangue che occhio d’uomo possa vedere, non voce che abbia suono.
Figura di pietra osservo la pioggia che cade.
…
Occhi ciechi.
Labbra serrate.
Mani aggrappate a se stesse.
Pelle avvizzita di morte.
Eppure respiro.
ci sono giorni
Mentre divago nella smemoranza del tempo l’anima, rapita da mano rapace, in corridoi tetri di carceri antichi si gonfia di echi di pianti urlati.
Si scolora il mondo in labirinti già visti e mai vinti.
Si scontrano voci aguzze come lame a penetrare carne martoriata.
Non sangue che occhio d’uomo possa vedere, non voce che abbia suono.
Figura di pietra osservo la pioggia che cade.
…
Occhi ciechi.
Labbra serrate.
Mani aggrappate a se stesse.
Pelle avvizzita di morte.
Eppure respiro.