Ho sempre pensato al fare artistico come ad una sfida verso il mezzo di espressione volta al raggiungimento della metafora, ovvero credo che sia fondamentale riuscire ad essere quanto più elastici e malleabili possibili rispetto alle infinite possibilità di indagine che l’arte ci offre.
Nascono così i miei progetti, intesi come lavori in divenire, stratificati come le linee della metropolitana, viaggiano su binari che possono incrociarsi oppure scontrarsi fragorosamente. Frutto di un’urgenza e fragilità interiore che non teme di essere mostrata. Questi treni_progetti possono essere ripresi o abbandonati oppure possono correre simultaneamente. Ognuno di essi è contraddistinto da un medium che può variare a seconda di quale metafora desidero rappresentare. Ogni qual volta decido di affrontare un argomento (solitamente mentre sfoglio i giornali o leggo quotidiani e libri), e un’idea si affaccia dunque alla mente, lascio che questa decanti nella memoria. Poi procedo documentandomi sul tema in questione, studio in profondità e solo in un secondo momento decido con quale materia_medium trattare l’argomento. Spaziando dalla riflessione esistenziale e politica sulla condizione umana, all’introspezione poetica nell’universo delle emozioni e dei sentimenti, alla suggestione del gioco e dell’immaginazione, dalla rivisitazione delle tradizioni popolari al valore simbolico del paesaggio contemporaneo. Posso quindi proporre dei lavori che si diversificano per strategia e forma, ma che pure si riferiscono tutti a un medesimo filo conduttore: la Fragilità, come cifra dell’esistenza, e le sue differenti sfumature.
- JoinedMarch 2012
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