MeduseAColazione

 

Nuovo Flickr. ma sono sempre io, dicono.

 

panna by Bleah.(meduseacolazione)

tento di scrivere. tento di fotografare.

amo poter ricamare le foto su ciò che scrivo, mi illude di essere completa sotto qualche aspetto.

Joey non era un essere umano qualunque. sarebbe tutto troppo semplice per noi comprenderla nel suo intimo esistere e tutto risulterebbe di una piattezza degna della vita di un qualsiasi impiegato da metropolitana: binari, ufficio, mensa, ufficio, binari, divano e birra. Poco conosco dei suoi lineamenti, molto ricordo del suo essere.

Occhi vitrei, rotti dall’iride cristallino culminanti in due enormi pupille oscure, era buio la prima volta che l’incontrai ma quegli occhi brillavano nella penombra di quella dimora. Capelli pece, lunghi quanto basta a coprirle le spalle tenuti al lato del viso da un paio di fermagli, utili a farla sembrare agli occhi del mondo, ancora la bambina così perfetta ed ordinata, quale però non era mai stata, se non agli occhi del mondo che lei dolcemente ripudiava. Amava indossare vestiti scuri, il bianco la soffocava. Il giorno che l’incontrai indossava una maglietta grigio antracite, il gilet di raso di suo padre stretto nella schiena da una spilla da balia, ormai consunto dal tempo un paio di jeans neri stracciati nelle ginocchia e quelle scarpe che lei tanto adorava, con la loro suola coperta di ossa. I suoi passi rompevano l’aria al suono dei suoi bracciali e delle chiavi delle anime che era riuscita a rubare. Era una serial killer giusto per intenderci. salvava le anime, lei.

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