Entro nel mondo della fotografia a 12 anni.

Un giorno un mio amico, avevo 10 anni appena, mi disse: sarebbe davvero bello fare il fotografo come lavoro. Fino a quel momento non pensavo che la fotografia potesse esserlo, come non lo credo tuttora, però caspita se fosse vero.

 

Ho sempre studiato fotografia da autodidatta su libri e tirando giù le serrande per vedere come creare i riflessi sulle bottiglie con un faro da 500 watt.

 

Ho cominciato con lo still life, una vera scuola che ti insegna come comporre, come disegnare con la luce: insomma come tenere una matita in mano.

 

Come in ogni arte bisogna partire dal formalismo, dalla rigorosità e poi si può cominciare a sperimentare.

 

Adesso sto cominciando a sperimentare. Fino ad oggi ho fatto foto alle foto. Ora posso fotografare il mio mondo, le mie foto.

 

Ho scritto tre tesi sull'argomento:

- "Fotografia: il narcisismo della luce" (2008): partendo da una breve storia sull'invenzione, mi sono soffermato sul lato artistico del mezzo partendo dal confronto tra pittorialismo e Straight Photography fino alla rivoluzione formale dell'Impressionismo con il caro Degas. Per quanto riguarda il pensiero fotografico, gli apporti fondamentali sono stati queli di Walter Benjamin (riguardo al ruolo della fotografia nel processo di massificazione dell'arte) e Vilém Flusser (rapporto tra apparecchio e fotografo). In ultimo fotografia e letteratura con l'approccio documentaristico e verista di Verga.

 

- "La fotografia e le avanguardie" (2009). Ricomincio da dove avevo lasciato nel lavoro precedente (Impressionismo). Il Dadaismo: la fotografia off- camera di Christian Shad e Man Ray (shadografia e rayografia) e i fotomontaggi di Heartfield e Hausman e poi Max Ernst. Futurismo: Anton Giulio Bragaglia. Costruttivismo: la ripresa dall'alto di Rodcenko e la fotografia/grafica di El' Lisickij. Surrealismo: Man Ray, Max Ernst, la Parigi di Bressai e i corpi distorti di Kertész. Il Bauhaus con Moholy-Nagy e i suoi fotogrammi e fotoplastiche.

 

- "Lo sguardo della fotografia dall'Informale al Concettuale". Il caso Namuth/Pollock in cui il fotografo diventa critico e rilegge l'opera dell'artista. L'informale fotografico tra foto fatte sui muri (Antonio Migliori) e reportage (lo strano accostamento di H. C. Bresson all'Informale). La fotograficità implicita della Pop Art con Warhol e l'analogia con l'approccio fotografico di Diane Arbus. Le ricerche degli anni '70: fotografia e corpo ( Bruce Nauman, Arnulf Rainer, Penone, G.Pane, Urs Luthi, Ontani); fotografia e narrazioni (land art come arte irraggiungibile se non con la fotografia, Boltanski, Le Gac, Hutchinson, Beckley); fotografia e concettualità (Kosuth, Bernd e Hilla Becher)

 

Dal punto di vista pratico ho partecipato a molti concorsi tra cui in ultimo Orvieto Fotografia e premio fotografico 2009 classificando dopo alcune selezioni come autore ammesso. Ho partecipato a un workshop con il grande Franco Fontana, che mi insegnato a crearmi uno stile e a progettare le fotografie a partire dal significato, fotografare cioè cosa si vuole, perchè se nn si sa cosa si cerca, non si trova!

 

Frequento un workshop di fotografia della fondazione artevision nel 2010

 

Sono molto interessato all'arte e cerco di osservare il più possibile senza pretese o a partecipare all'opera come performer.

Read more
  • JoinedSeptember 2008
  • OccupationStudent in Graphic Design
  • HometownTorino
  • Current cityTorino
  • CountryItalia
View all

Photos of Lorenzo Gerbi

Testimonials

Nothing to show.