
Miyon Sybert Douval : CP Shiwoo NS
He was born in Kyouto (he won't tell me the exact date ), into an Okiya of Gion. He's the son of a Geisha. One of the various rules of an Okiya (Geisha households) is that the Geishas that lives in can give birth and keep with them in the Okiya only female children that will be raised up to become a geisha as well.
Boys cannot live into the okiya with them. They must give it away (Often In the past these children would have been given to Kabuki Theatres who will make them become wakashu actors). When she find out that he had given birth to a boy, she decided to not tell to anyone the truth and soon everyone believe that she had been given birth to a girl. He's been instructed to become a perfect geisha and thanks to his incredbile beauty and grace nobody would even doubt about him.
As soon as he'd become adult he took the name of Miyon (美園 "The beauty of Gion") and he become one of the most aspired Maiko (Apprendix Geisha) of the whole Kyouto. Of course, he keeps hiding his true identity to everyone and that mysterious aura grewth around him made him even more attractive...but he was a boy...and nobody except his mother fond this out...
Why he's a doll now? Well...he hasn't told me this yet....
When he got home he told me to give him a new name, because Miyon was the name he used when he was a Geisha, but now he isn't a Geisha anymore. So I decided to call him SYBERT (the name of a very old animated cartoon which the main character was a baby seal called SYBERT ^_^;; ) but he got very angry about it! So he decided to call himself DOUVAL Because he says "It's a very superb name!"....yeah.... )
Anyway, here's Miyon Sybert Douval Feel free to call him as you prefer!
Mail Lahein - Migidoll Miho NS
Mail used to be a scientist. A geneticist one. He was the perfect portrait of what people would recognize as the perfect genius. Cold, smart, emotionless. He grew up in an orphanage for gifted children in England and he left when he turned 18 to come back to his hometown: Finland.
The huge success gained with the birth of the first human being created in lab by using male genetic material only (his own), left no doubts about his nomination for the nobel prize in Genetics, but...something went wrong...with him, with his mind, with that...child.
'Success' and 'notoriety' weren't the words he was really looking for. Seeing a child - his own child - treated like a guineapig and deprived of human characteristics wasn't the reason he bring on that experiment...
Something broke the cold-emotionless mask he was wearing and then, then he left.
He brough the child with him, and he left. Nobody there would have seen Mail Lahëin. After leaving the child, Lisette (renamed there Yucchi), in the same orphanage where he grew (surely a special guest there...) with a wig and some contacts to cover her unnatural colours, then he began a new life here preteting to be a happy-go-lucky and naive finnish boy unable to speak anything but finnish....and god, he was such a good actor!
Everything went smooth. So smooth yet so ureal. And it might have kept on that way if only the orphanage director wouldn't send him back his child (and his responsability).
Yucchi (Lisette)-- Work in Progress
Ewa-- Work in Progress
Nemuru Amakusa-- Work in Progress
Madara-- Work in Progress

Miyon Sybert Douval -- CP Delf Shiwoo NS - Luts
(<- il vero nome è solo MIYON, che significa "Bellezza di Gion", ma una volta giunto a casa mia mi chiese di dargli un nuovo nome ed io decisi di chiamarlo Sybert.....ma lui ci rimase malissimo e decise di autobattezzarsi Douval perchè trova sia un nome da figo...mah... eheheh)
Età: Non si chiede l'età ad una Signora! u///u
Compleanno: 29 Ottobre
Orientamento Sessuale: Che domande sono? Una Geisha dev'essere pronta ad intrattenere anche i sassi! V__V
Frase preferita: Se quella dilettante di Saiyuri di "Memorie di una Geisha" con un solo sguardo riusciva a far voltare un uomo in mezza la strada, io lo farei direttamente orgasmare! :roll
Ama: Gli abiti femminili, i chupachups.
Odia: Il cioccolato ed i pantaloni.
Vorrebbe: Essere servito e riverito come lo era un tempo quando era ancora la Maiko piu' amata di Gion T_T
Miyon e' nato in un Okiya di Gion (quartiere di Kyouto noto per le sue geishe di alto livello ^^) . Non ci è data sapere l'anno, purtroppo; Ma si suppone sia nato intorno alla fine dell'epoca Tokugawa.
Tuttavia, festeggeremo il suo compleanno il giorno del suo arrivo, ovvero il 29 Ottobre.
Sua madre era una Geisha. Quando nasce un bambino in un Okiya, se femmina la madre può tenerla con se, crescerla ed istruirla affinchè diventi una geisha come lei; ma se nasce un maschietto il bambino dovrà andarsene in quanto il mondo delle Geishe è un universo esclusivamente femminile. Cosa ne era di questi bambini rimane un mistero. Si sa solo che i più fortunati venivano riconosciuti dal padre biologico e cresciuti nella sua famiglia, oppure, se particolarmente belli, venivano presi dal teatro Kabuki, un tipo di teatro giapponese che per una serie di circostanze tutti i ruoli venivano interpretati dagli uomini. Ad occuparsi di quelli femminili erano dei ragazzini chiamati "wakashu" (giovani attori), ed uno dei luoghi di "rifornimento" di questi ragazzini erano proprio le case delle geishe.
Inutile dire che questi piccoli attori erano particolarmente "ambiti" anche per altri motivi.
Miyon nacque biondo, in quanto suo padre era uno straniero, e i reclutatori di Wakashu non sarebbero di certo rimasti indifferenti a questo prelibato bocconcino di rara bellezza, se solo fosse trapelata la notizia della sua nascita. :paura
Così sua madre, tentando il tutto e per tutto, decise di mentire sulla sua vera natura e lo presentò all'intera Okiya come una femminuccia. La madre era una geisha che godeva di ottima reputazione in tutta Gion, di conseguenza, nessuno osò mai dubitare delle sue parole. Miyon venne istruito esattamente come tutte le altre bambine dell'okiya che intraprendevano la stessa strada e ben presto divenne una delle Maiko (apprendista geisha ancora vergine) più famose dell'intera Gion, anche grazie a quell'aura di mistero che sembrava non abbandonarlo mai.
Rimase Maiko per tutta la sua carriera (ovviamente), non è mai diventata una Geisha a tutti gli effetti, ma partecipava comunque sia a feste e banchetti esattamente come tutte le altre Geishe. La sua professionalità era impeccabile. Nonostante lo sguardo divertito e rilassato, la sua astuzia e il suo ingegno era tale da esser perfettamente in grado di gestire con la sua arte qualsiasi tipo di clientela, riuscendo, con il suo fare schivo ma nello stesso tempo accogliente, ad intrattenere anche i clienti più eccessivi evitando le numerose avances che se non respinte con una gentilezza e una decisione strategica, avrebbero messo fine alla sua carriera nonchè alla sua vita in un batter d'occhio...
Perchè adesso è rinchiuso in un corpo di resina? Chi lo sa.... U U In realtà non ama molto parlare del suo passato...
So solo che i suoi modi di fare raffinati e gentili non sono poi così spontanei come vorrebbe far credere, anzi! V__V
Da quando vive con me e non ha più bisogno di nascondere la sua "villosità" (???) diciamo che è una bomba ad orologeria! Indossare qualcosa al di fuori del kimono per lui è una novità, inizialmente non sapeva neanche stare in piedi con un paio di pantaloni addosso, e ancora tutt'ora non ha ben chiara la differenza tra abiti femminili e abiti maschili...(o forse FINGE di non averla ben chiara! -_-" )
Si entusiasma per le novità proprio come un bambino, è curioso, viziato ed egocentrico (Ma questo è ovvio, visto che in passato tutti pendevano dalle sue labbra)
Quando vuole qualcosa, sa benissimo come fare per ottenerla.
Amore? Sessualità? Età? Gruppo sangiugno? Boooh....eheheh Figuratemi se me lo dice!
Ha uno strano rapporto con i gatti e con le Barbie della mia coinquilina, va molto d'accordo con i bambini (Shirogane ne sa qualcosa) perchè dice che era da tanto tempo che desiderava fare la parte del principe azzurro e non della principessa da salvare...
Ho scoperto che il suo punto debole è la cioccolata.....nel senso che LA ODIA! Ne ha il terrore, basta nominarla per farlo sbiancare! Pare dipenda da una certa allergia...chissa'....
Mail Lähein -- Migidoll Miho NS // Dreamingdoll boy body ns
Età: Sconosciuta
Compleanno: 16 Settembre
Orientamento sessuale: Si sa gia' poco e niente su di lui, figuriamoci una cosa così privata! :smoke
Frase preferita: Ci penso io (e lì sentirai un brivido percorrere la schiena)
Ama: Le patate, la genetica.
Odia: Festeggiare il proprio compleanno XD
Vorrebbe: Studiare gli occhi di Nemuru, ma finge che non sia così...
Mail è nato in Finlandia, ma è cresciuto in un orfanotrofio inglese per bambini particolarmente intelligenti (Il Wammy's House, ogni riferimento a Death Note, a partire dal nome, è ovviamente puramente casuale :ohoh ). Fa' ritorno al paese d'origine al compimento della maggiore età, portando con se una laurea in Ingegneria Genetica e un debole per la procreazione umana. Yucchi è il risultato dei suoi esperimenti, e non è proprio ciò che si direbbe un vero e proprio successo, visti i numerosi "difetti di fabbrica" (Albina, occhi viola, riccioli bianchi e nessun sesso), ma piuttosto un prototipo: E' il primo essere umano nato in laboratorio mediante l'utilizzo di solo materiale maschile (di Mail, ovviamente!), ovocita e tutto il resto del corredo genetico femminile è stato riprodotto artificialmente.
Tuttavia, ciò che doveva essere un esperimento condotto in gran segreto da un gruppo di scienziati privi di scrupoli morali, si è ben presto trasformato in un incubo. Se da un lato la reputazione di Mail Lahein è volata di colpo alle stelle, da parte sua, la vista di quell'esserino trattato come una vera e propria cavia da laboratorio priva di sentimenti, comincia giorno dopo giorno a turbare la sensibilità nascosta del ragazzo, che colto da un raptus decide di portar via 'l'esperimento' dal laboratorio e di nasconderla in un luogo sicuro, in questo caso, lo stesso orfanotrofio dove lui è cresciuto, offrendole la speranza di un futuro in qualche modo diverso.
L'idea era che entrambi potessero dimenticarsi l'uno dell'altro, soffocando i sensi di colpa ed il rimorso per aver scherzato con la vita umana.
Non potendo piu' tornare indietro, come un fuggiasco Mail fugge in Italia e viene a vivere a casa mia! XD Ovviamente, la sua identità sino ad ora è rimasta un mistero e lui ha fatto di tutto pur di mantenerla tale. Ci sarebbe persino riuscito, se solo un giorno non avesse bussato alla porta qualcuno deciso a restituire al mittente un qualcosa che si era perso per strada...:P
Lisette (Yucchi)-- CH PetiteAi Uriel --

Età: Non determinabile (ne dimostra circa 6-7)
Compleanno: 30 Maggio
Orientamento sessuale: E' una bambina V__V (per di piu' asessuata)
Ama: Viaggiare, disegnare, stare insieme a Miyon, giocare all'aperto, le cuffiette conigliose.
Odia: Stare da sola, mettere le lentine a contatto, le cose fisicamente fastidiose o dolorose (Si va dalle lentine a contatto ad inciampare e cadere a terra XD)
Vorrebbe: Un pony :paura
Frase preferita: Ma la mamma ha detto che posso farlo...é__è
Nata in un freddo laboratorio genetico dell'altrettanto fredda Finlandia, altro non era se non il mero risultato (non del tutto positivo) di un'esperimento portato avanti da Mail durante i suoi trascorsi da ricercatore.
Quello di creare un essere umano in laboratorio mediante il solo impiego di materiale biologico maschile (il proprio) e riproducendo artificialmente tutto il resto al fine di creare una vera e propria gravidanza esterna al grembo materno, era un progetto a dir poco surreale (se non impossibile), tesi avvalorata anche dalla giovanissima età del brillante dottor Lähein Mail, vertice nonchè fautore dell'intero progetto. Le sue teorie schiaccianti e convincenti e la disumana freddezza dimostrata nell'esplicazione delle proprie ragioni, non tardarono ad accattivarsi la curiosità di altri ricercatori piu' anziani che, per nulla titubanti, offrirono la propria disponibilità nell'appoggiarlo in questo progetto, in seguito condotto in un remoto laboratorio sotterraneo e nel piu' assoluto segreto.
Ma il progetto 'Lisette' non portò ai risultati sperati: A nascere, fu un essere asessuato (successivamente le analisi avrebbero confermato la presenza al 99 % del corredo genetico femminile) con dei lunghi capelli bianchi e gli occhi di un colore inumano (viola con pupilla piu' scura). Dalla maggior parte delle persone interessate venne acclamato come un successo senza precedenti, una nuova frontiera raggiunta dalla genetica. Ma per lui, per Mail, fu un insuccesso. Qualcosa era andato storto, e non solo nei suoi calcoli. Ai suoi occhi, quell'esperimento in cui tanto aveva creduto si era tramutato in un abominio.
Con i suoi difetti, Lisette divenne ben presto il prototipo perfetto. Essendo la sua vita unicamente legata al progresso scientifico, non vi sarebbe stato certo esperimento a cui non avrebbero potuto sottoporla, se questo sarebbe servito a localizzare le lacune genetiche da colmare in modo che, al prossimo tentativo, sarebbero stati in grado di sfornare un essere umano "artificiale" assolutamente perfetto.
Mentre il suo nome veniva osannato e divinizzato dalle quinte dell'intero mondo scientifico, facendosi strada persino la possibile candidazione al premio nobel per la genetica, in Mail, per la prima volta in tutta la sua vita, nasceva un preoccupate quanto inaspettato sentimento di repulsione che egli stesso stentava a riconoscere. Non sapeva da cosa potesse dipendere quella forte nausea che lo assaliva ogni qualvolta vedeva una schiera di scienziati trattare quella bambina come un mero pezzo di carne privo di coscienza; non sapeva descrivere quella sensazione di fitta nel cuore quando, toccadola, si rendeva conto che emanava calore, proprio come un qualsiasi essere umano...
Tra i vari difetti, quello piu' significativo era la sua crescita accelerata. Nel giro di un anno, Lisette aveva gia' l'aspetto di una bambina di 3-4 anni. In breve tempo, sarebbe di certo morta. Nessuno poteva immaginare che l'impegno di Mail nel trovare un mezzo per stabilizzare la crescita della bambina avesse qualche altro fine se non quello di correggere il problema nel successivo tentativo. L'idea di poter far qualcosa che avrebbe potuto giovare al "prototipo", che una volta individuate le cause dei suoi difetti, sarebbe presto diventato inutile e dunque "eliminabile", li avrebbe di certi fatti ridere piu' di una barzelletta.
Risolto il problema, bastò una sola notte per mandare a rotoli ogni cosa.
Cancellate tutte le tracce delle sue ricerche, Mail Lähein fuggì.
Prelevò la bambina, che mai prima di allora aveva sentito così "sua", e fuggì.
Per la prima volta, con indosso un abito e delle scarpe, Lisette respirò l'aria fresca del mondo esterno.
Sotto falso nome, Mail riuscì a prendere il primo volo verso l'Inghilterra, e la sua destinazione fu Winchester.
Al Wammy's House, orfanotrofio per piccoli genii, luogo dove egli stesso era cresciuto, nessuno sarebbe mai andata a cercarla.
Con una parrucca castana e delle lentine a contatto blu per coprire i suoi colori così anomali, Lisette avrebbe potuto ripartire da zero.
Se prima il suo piu' grande desiderio era stato quello riuscire di dar vita ad un essere umano con le proprie mani, adesso, non desiderava altro che dimenticarsi a vicenda l'un dell'altro.
Sotto gli occhi sconvolti dell'anziano direttore a cui chiese di non far domande e di prendersi cura della bambina, Mail sparì.
Lisette, il cui nome al Wammy's House venne mutato in Yucchi (Come consuetudine dell'orfanotrofio di dar loro un nickname), venne riconsegnata un anno dopo, quando il "padre" venne rintracciato in Italia.
Yucchi appare come una normale bambina di circa sei anni. Non ha ancora abbandonato le sue caratteristiche fisiche, ma è talmente abituata a portare la parrucca da indossarla spesso di sua volontà (lo stesso non si può dire per le lentine colorate ^^; ). Non si era mai abituata alla vita dell'orfanotrofio, sembrava sempre in attesa del ritorno di qualcuno, tanto da mobilizzare le ricerche del padre. Il suo riapparire sullo stipide della porta ha fatto saltar fuori vari altarini, sconvolgendo l'intera situazione familiare: Mail si era infatti finto per un anno intero un semplice ragazzo finlandese, un po' sciocco e poco dedito alle lingue straniere (fingeva di non capire un acca di italiano per fare ciò che voleva senza dar retta a Miyon X°D ), e all'arrivo di Yucchi non ha potuto far altro che ammettere la farsa e raccontare tutta la verità, con immenso shock di Miyon che, tutt'ora, sostiene di non riporre in lui la benchè minima fiducia (con tutte le ragioni del mondo, ma sappiamo che in fondo...non è proprio così! U__U )
La presenza di Yucchi però, ha in qualche modo addolcito la situazione, di per sè molto grave, facendo scivolare colpe e responsabilità in secondo piano.
Quasi per uno scherzo del destino, Yucchi si è molto affezionata a Miyon, che la considera una povera vittima di Mail, proprio come sé stesso X°D. Senza quasi accorgersene, Miyon la vizia, la coccola, e condivide con lei le sue lamentele nei confronti del freddo impostore di suo padre. Ha un rapporto molto sereno con lui, lo chiama spesso 'mamma', mandandolo su tutte le furie! ^^;;;
Al contrario, Mail non è ancora riuscito a perdonare se stesso, per cui ha con lei un rapporto un po' distaccato, ma tuttavia non tarda ad assumersi le sue responsabilità di genitore quando è necessario. Anche perchè, la compagnia di Miyon la sta plasmando sempre piu' in una sua creatura, il che' è molto, MOLTO pericoloso...
Liszt Rän Lanflyte -- Dream of Doll DOT Lahoo mod.
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Età: Sconosciuta
Compleanno: 17 Aprile
Orientamento sessuale: Omosessuale (o per lo meno, ha amato solo un uomo in tutta la sua vita XD)
Ama: Ora come ora, nulla. (Sotto sotto, ama ancoa la musica. Ma non diciamogli che l'abbiamo scoperto)
Odia: Tutto. Se stesso in primis.
Vorrebbe: Riportare indietro le lancette del tempo.
Frase preferita: Non parla molto da un paio d'anni a questa parte...
Raffinato nobile austriaco di fine ottocento/inizi novecento divenuto scontroso e scostante (per non dire misantropo) in seguito ad un incidente in cui ha perso le uniche cose a cui teneva nella sua vita. Da secoli non varca il cancello della sua enorme abitazione in cui vi vive con la sola compagnia della servitù.
Appartenente ad una antica famiglia di musicisti, sin dall’infanzia venne considerato il perfetto erede del padre, viste le incredibili capacità al pianoforte.
Il primo incontro avuto da ragazzino con il cugino Mallarmé di poco piu’ piccolo di lui (Sarà un Msdoll Drayton), non sarà dei piu’ felici: quel do centrale suonato con insistenza dalle sue mani goffe ed incapaci di certo non era quanto di piu’ esaltante le sue orecchie potessero sentire! XD Mallarmé infatti è un violinista, ed in tutta la sua vita non si era mai avvicinato ad un pianoforte prima di allora.
La vicinanza ed il tempo trascorso insieme farà nascere ben presto tra i due cugini una passionale storia d’amore destinata ad essere consumata furtivamente tra le enormi stanze della sua immensa tenuta.
Dopo anni di amore clandestino mascherate da "lezioni di piano”, Mallarmé viene incastrato in un matrimonio combinato a cui Liszt non riuscirà ad opporsi; di certo, era impensabile l’idea di confessare pubblicamente i loro sentimenti. Non era solo una questione di diseredazione, ma una vergogna per l’intera casata. Tuttavia, Il giorno della festa di fidanzamento ufficiale di Mallarmé, Liszt, colto da un raptus irrefrenabile, si lancia con il suo cavallo contro la vettura con a bordo il cugino e la futura moglie. Ciò che la sua mente interpretava come un gesto eroico, in realtà, si è trasformato in una tragedia.
Liszt riporterà una grave lesione alla gamba e alla mano; Sarà da allora costretto per la sua vita a camminare con bastone da passeggio, ma sopratutto, la lesione alla mano non gli permetterà piu’ di suonare il pianoforte con la stessa maestria di una volta, per cui se ne terrà alla larga.
Per Mallarmé invece, i postumi dell’incidente saranno ben più gravi: La botta alla testa gli causerà delle forti crisi narcolettiche alternate a brevi momenti di veglia confusa; insomma, Liszt ha esperienziato cosa significa perdere tutto nel giro di un solo istante.
Il cugino passerà da allora le sue giornate a dormire rinchiuso in una remota stanza della tenuta, nascosto da tutto e da tutti (la famiglia ha voluto darlo per morto), mentre Liszt si rinchiuderà nell'oscurità dello stesso palazzo in compagnia unicamente della servitù (che a mala a pena conosce)
L'arrivo di Ewa(La mia Ange Ai Uri ^_^) , una bambina di strada polacca raccolta per pietà dalla governante che ha deciso di "assumerla" come servetta (aiuto domestico in cambio di vitto e alloggio), cambierà improvvisamente la sua situazione...specie quando verrà trovata di notte a suonare il do centrale con la stessa insistenza usata da Mallarmé, tanto e tanto tempo prima...
Mallarmé Le LoirRouge -- MSdoll Drayton v.2
Età: 17 anni
Compleanno: 14 Febbraio
Orientamento sessuale: Omosessuale. (Si innamora del cugino)
Frase preferita: Frasi sconnesse durante il sonno.
Ama: La libertà, il violino, la campagna, il suo gatto Marcel ed in generale tutti gli animali, specialmente quelli selvatici.
Odia: Il pianoforte, la tradizione musicale che caratterizza la sua famiglia da generazioni e i suoi genitori per avergliela imposta.
Vorrebbe: Essere libero di decidere.
Curiosità: E' vegetariano. Non mangerebbe carne neanche sotto tortura. Il suo cognome significa "Il ghiro rosso". Il suo primo maestro di piano era un vecchio po’ strano. Ha una cugina italiana, Aida, (bambola di Harukachan) a cui da piccolo era molto affezionato.
Dopo la rinuncia all'eredità di Sartre, Mallarmé, secondogenito dei Le LoirRouge, antica e potente famiglia aristocratica francese, divenne l'erede designato di ogni bene, compresa la tradizione musicale della casata.
Legare a sè i più talentuosi pianisti di buona famiglia provenienti da tutta Europa era, per i Le LoirRouge, più un’ossessione che un desiderio. La rigidissima politica matrimoniale perpretrata per generazioni dall’antica casata era famosa in tutto l’ambiente artistico-musicale, e per un musicista di talento del periodo, il sol pensiero di potersi legare ad essa era la massima aspirazione a cui poteva ambire.
Ma negli ultimi decenni, le cose stavano cambiando.
Mallarmé, il futuro erede del ramo centrale della famiglia, non si rivelò meno problematico del figlio maggiore.
Al contrario del primogenito dei Lanflyte, talentuosa famiglia austriaca a cui l’ultima generazione dei Le LoirRouge si erano legati, Mallarmé era un ribelle.
Cresciuto nel cuore delle campagne parigine, a parte una piccola, incoraggiante parentesi infantile, ben presto il suo rifiuto del pianoforte fu talmente assoluto da suscitare l’ansia e la preoccupazione dei genitori.
I numerosi tentativi di riportare il fanciullo allo sgabello con le buone ebbero come risultato quello di ingigantire un’avversione sempre maggiore verso l’elegante strumento di famiglia.
Fu quasi per burlarsi della volontà dei genitori che Mallarmé, tramite dei mercanti di passaggio, acquistò un modesto violino per pochi denari.
Un violino.
Ulteriore motivo di vergogna per i suoi genitori, arma di riscatto ed espressione personale per sè stesso,
Mai strumento più infimo e volgare aveva varcato la soglia di casa Le LoirRouge.
Mallarmé si ritrovò facilmente in quell’archetto mosso senza schemi, senza alcuno spartito, senza alcuna preparazione. Le sue mani destreggiavano lo strumento con una tale abilità e maestria da lasciar pensare che, per tutti quegli anni, il violino non era stato altro che una parte di sè stesso che attendeva solo il momento opportuno per ricongiugersi. Una’appendice del suo corpo da difendere con la stessa tenacia con cui si proteggerebbe soltanto un organo vitale.
Non era un particolare amore per la musica ad unirlo ad esso, quanto la forza che riusciva ad estraplolarvi.
Ciò che in un primo momento venne intesa solo una ribellione adolescenziale, ben presto si tramutò in un reale problema per l’eredità culturale della famiglia, già duramente provata dalla rinuncia del figlio maggiore.
Fu così che ebbero inizio i viaggi di Mallarmé in Austria, ospite presso la famiglia di origine della madre; Johanna Lanflyte.
Di tradizione musicale non certo inferiore ai Le LoirRouge, casa Lanflyte poteva, al contrario di quest’ultima, vantare dell’incommensurabile talento al pianoforte del loro unico unico figlio maschio, Liszt.
Il diciannovenne austriaco non poteva rendere i propri genitori più felici.
Era perfetto: gentile, talentuoso e – soprattutto - obbediente. Un pò troppo silenzioso forse, ma non era il caso di fargliene un difetto.
Istruito direttamente dal padre sin dalla più tenera età, la sua tecnica era tale e quale, se non superiore, a quella del genitore. A quale miglior erede poter aspirare?
E soprattutto, per i Le LoirRouge, quale miglior compagnia, se non la sua, in grado di riportare il cocciuto cugino sulla giusta strada?
Le estati trascorse in casa Lanflyte avrebbero giovato molto, al giovane rampollo di casa; Di questo, I Le LoirRouge ne erano assolutamente convinti. E non solo; istruire Mallarmé al pianoforte sarebbe stato formativo anche per il cugino Liszt, che avrebbe potuto approfittare di quest’esperienza per affinare il proprio stile, già per sè maturo.
Così come i rapporti avuti in passato, anche i punti che accomunavano i due cugini erano pressoché inesistenti.
L’esuberanza e la caparbietà di Mallarmé spiazzavano e stordivano il pianista austriaco, abituato ad una vita scandita da ritmi e doveri ben precisi. A sua volta, l’estrema accondiscenza ed obbedienza alle assurde regole di famiglia, facevan apparire Liszt, agli occhi del cugino, come qualcosa di più simile ad un burattino privo di anima, che ad un suo coetaneo in carne ed ossa.
Ma nel giro di pochi mesi, Mallarmé rinacque a nuova vita.
Se il suo spirito di rivalsa riuscì in qualche modo riscattare anche l’anima del cugino viennese, incrinando la coltre imperturbabile di apatia ed indifferenza sotto cui essa era seppellita; contemporaneamente, anche la saggezza ed il carattere mite di Liszt non lasciò integra tutta la rabbia e l’insicurezza covata all’interno del giovinetto.
Senza che se ne accorgesse, il pianoforte, quello strumento così odiato, aveva smesso di apparirgli così orribile.
E anche quel mondo, sì. Quell’asfissiante mondo cui tanto aveva auspicato di abbandonare proprio come suo fratello, no...non era così male. Tutto aveva preso un’altra piega, da quando c’era l’Austria;
Da quando c’era Liszt.
Che sia stata proprio la distanza caratteriale tra i due giovani, che sia stata l’imbarazzante diversità tra un paio di note sconnesse su un odiato pianoforte, ed un altro paio su violino di bassa fattura in mano ad un cugino di cui aveva a mala a pena sentito parlare in passato, beh...non ha alcuna importanza.
Il loro amore, privo di alcuna logica, di alcun fondamento, di alcun precedente, stravolse le loro vite come nulla aveva mai fatto prima d’allora.
I due cugini si ritrovarono disarmati dinnanzi ad una passione riflessa non più su un pentagramma da seguire rigorosamente o su un archetto da muovere in piena libertà; bensì nel calore dei propri corpi uniti, nelle effusioni scambiate in gran segreto nei meandri dell’immensa tenuta, nel piacere di stare insieme senza pensare a niente.
Ma non durò a lungo;
Riconoscenti ai Lanflyte per l’ottimo lavoro svolto sul proprio erede, i Le LoirRouge furono ben lieti di stringere l’ennesima alleanza matrimonale; Le nozze, già programmate con una donna di cui Mallarmé sconosceva persino il nome, furono il sipario che scese d’improvviso sul loro mondo idilliaco.
In nessun’altra occasione, prima di allora, Liszt era reso conto di non aver mai lottato per qualcosa, nella sua vita.
Più simile ad un cane, egli aveva sempre accettato qualsiasi cosa gli venisse imposta, senza sè e senza ma.
Gli era stato dato e gli era stato tolto; ed egli aveva sempre accettato qualsiasi cambiamento o decisione senza batter ciglio.
Ma non questa volta.
Il gesto estremo di scagliarsi all’improvviso con il suo cavallo contro l’automobile venuta a portar via Mallarmé fu certo un errore dettato dalla disperazione quanto dall’inesperienza.
Le conseguenze non le aveva valutate.
Dopotutto, erano sempre stati gli altri a valutare ogni cosa al posto suo.
Ma quel che è sicuro, è che quella esperienza insegnò a Liszt il significato di perdere tutto in un solo istante.
Nel devastante urto che ne conseguì, l’auto con a bordo i Le LoirRouge si ribaltò, finendo fuori strada.
I familiari ne uscirono indenni; o quasi.
Per la medicina del tempo, Il grave trauma cranico riportato da Mallarmé era sufficiente a condannare una persona a morte certa.
Ma non morì.
Disgraziatamente, non fu così.
Perchè solo la morte avrebbe potuto portare con se tutta la vergogna, la delusione ed il disonore, giunti a colpire impietosamente le due famiglie come un fulmine al ciel sereno.
Morte che non sopraggiunse, e che proprio per questo, per loro si sarebbe tradotta in una sopravvivenza cento volte più letale di qualsiasi ferita.
E a servire tutto ciò su un piatto d’argento fu proprio Liszt.
Liszt, il figlio perfetto che ogni buona famiglia vorrebbe vantare.
Liszt, che ferito e sanguinante, non si preoccupò più di celare quei bizzarri sentimenti che lo avevano legato per tutto il tempo al cugino venuto dalla Francia a sconvolgere la sua anima.
Ormai era tutto chiaro.
Meglio un figlio morto, che inutile.
Già.
Meglio un figlio morto.
Lo shoc fu enorme, inutile dirlo.
E, forse, fu proprio questo che permise alle loro menti di elaborare la via di fuga più comoda per tutti.
Diseredare un figlio sarebbe servito soltanto ad infangare ulteriormente il nome buon nome delle due famiglie, per cui vi era un’unica alternativa. Un’alternativa decisamente molto più consona al caso.
Mallarmé era morto.
Vittima di un’incidente stradale che stroncò la sua giovane esistenza all’età di diciassette anni.
Le gravi crisi di narcolessia che da quel momento in poi tennero Mallarmé rilegato a letto in stato di semicoscienza, a volte anche per intere settimane, si prestarono molto bene al caso.
Per quanto riguarda Liszt, le fratture riportate alla gamba che lo vollero claudicante a vita non erano state le uniche che non conobbero guarigione.
La sua mano, così anche il suo cuore e la sua anima, anche esse erano rotte.
Con un solo colpo di spugna, la sua carriera da pianista venne definitivamente stroncata.
Proprio come il suo amore per un essere che non doveva amare.
Annullate le nozze, i Le LoirRouge fecero ritorno in Francia a compiangere il figlio perduto per poi, dopo qualche mese, fare armi e bagagli e trasferirsi altrove.
L’esempio fu seguito anche dai Lanflyte che, soffocando sul nascere il chiacchierio spicciolo delle famiglie aristocratiche del circondario, abbandonarono la ridente residenza austriaca per trasferirsi in Ungheria, lasciandosi alle spalle ogni focolaio di vergogna.
Liszt, ovviamente, era uno di questi.
Accudito soltanto dai membri più fidati della servitù dell’ex residenza dei Lanflyte, la presenza del fanciullo dai capelli rossi che giaceva addormentato, nascosto nei meandri dell’enorme villa austriaca che ma in passato era sprofondata in un tale e assoluto silenzio, divenne quasi leggendaria.
Con la sua unica, silenziosa compagnia, escludendo la presenza della servitù, Liszt trascose così la sua vita immerso nella solitudine, nella lettura e nella monotonia quotidiana della sua vita, adesso più che mai priva di alcun valore.
Rapito da un sonno senza sogni, Mallarmé aveva solo brevi momenti di lucidità, del tutto insufficienti persino a permettergli di lasciare la propria camera sulle sue gambe.
Permettergli di vedere un medico era fuori discussione: Il giovane pianista, legamente, era morto.
Girava voce che in Francia fosse stato addirittura celebrato un funerale in suo onore, a cui avevano preso parte musicisti provenienti da tutta Europa.
Qualcosa cominciò a mutare con l’arrivo della piccola Ewa, una bambina polacca senza fissa dimora, che con le sue piccole dita, innocenti ed incapaci come, un tempo, lo erano quelle di Mallarmé, rimosse la polvere depositatasi sul vecchio e maestoso pianoforte di casa Lanflyte...
Ewa -- CH AngeAi Uri

Età: Circa 5 anni
Compleanno: 20 Dicembre
Orientamento sessuale: Non definito (e' una bimba ù_u )
Ama: Rendersi utile, il camino, la musica, veder sorridere Liszt.
Odia: Il disordine
Vorrebbe: Essere abbastanza grande da usare l'aspirapolvere (XD), Imparare a leggere.
Se avete letto il background di Liszt, sicuramente sapete gia' che è una lentigginosa bimba polacca di fine ottocento/inizi novecento 'assunta' come servetta nella sua tenuta. Per un evento del tutto fortuito stabilirà un profondo legame affettivo con Liszt (e con la musica) e saranno proprio le lezioni di piano che quest'ultimo deciderà di sua iniziativa di impartirle a portare un raggio di speranza nella sua vita cupa e, da troppo tempo, priva di stimoli ^___^
E' una bimba timida, poco istruita ma estremamente responsabile e dedita al suo lavoro. Prima di venire raccolta per pietà dalla governante di Liszt, era l'ennesima bambina di strada che viveva di elemosina. Sorpresa dalla stessa governante a giocare con il pianoforte del padrone di casa, stava per essere bacchettata e allontanata se non fosse stato per Liszt che, assistendo alla scena, riprende severamente la donna minacciandola di spedire lei in mezzo alla strada se oserà ancora una volta colpire quelle mani così preziose.
Nemuru Amakusa -- CH AngeAi Hani

Età: Circa 9 anni, ma ne dimostra meno.
Compleanno: 14 Agosto
Orientamento sessuale: Non definito (Per forza maggiore, è molto attaccato a Madara)
Frase preferita: Grazie.
Ama: Gli youkai, i luoghi calmi e tranquilli.
Odia: Niente
Vorrebbe: Essere meno cagionevole di salute.
Curiosità: 'Nemuru' è un nome proprio di persona, ma tra le altre cose indica anche il verbo 'dormire' (profondamente) 眠る.
La grande ed antica famiglia giapponese degli Amakusa, in passato, aveva vantato i nomi dei piu' celebri esorcisti conosciuti in tutta la regione. Il trascorrere del tempo, però, unito all'avanzare della modernizzazione, aveva portato le successive generazioni a screditare tale tradizione esoterica ad una mera leggenda di famiglia; così, l'arte e i poteri tanto decantati dai loro avi, un po' per scetticismo, un po' per superstizione, furono ben presto dimenticati.
Nemuru è uno degli ultimi nati discendenti direttamente dal ramo principale. Nato prematuro a causa della gravidanza difficile della madre, Nemuru è completamente cieco. I suoi occhi, splendidi ma completamente inutili per gli umani, sono stati motivo di sconforto e di vergogna per l'intera famiglia, che non è mai riuscita ad accettare l'handicap del piccolo, trattandolo con indifferenza e freddezza sin dalla piu' tenera età. Il suo inspiegabile sorriso, onnipresente sul suo visetto, e la sua incredibile vivacità ben presto si riveleranno ai familiari in tutta la sua pericolosità: acquisita la capacità di parola, Nemuru sarà testimone del Makai (魔界) un mondo magico, un mondo invisibile, un mondo che porterà alla mente dei suoi scettici parenti, la tradizione di famiglia che avevano ormai sepolto insieme ai loro antenati.
Nemuru vede proprio gli abitanti di questo mondo: youkai, ayakashi, mostri e spiriti della tradizione mitologica giapponese, esseri terrificanti, grotteschi, ingannevoli...
Ma lui non sa forma abbia un essere umano, non ha idea di cosa il bello e cosa sia il brutto, i suoi occhi spenti non hanno assorbito alcuna concezione del mondo reale. Degli esseri umani conosce solo il gelo delle parole di sua madre, lo scherno dei suoi cugini, il distacco dei suoi parenti, le tenebre di un mondo ad egli invisibile e che, di certo, non è meno orrendo del mondo degli youkai, da cui invece riceve rispetto e devozione in quanto considerato, grazie alla particolare caratteristica dei suoi occhi, un'autentico di Principe, un ponte tra il mondo umano e quello dei mostri.
L'epilogo delle lunghe riunioni con i membri piu' influenti, giungerà quando Nemuru verrà considerato all'unanimità un bambino maledetto, probabilmente si portava dietro la maledizione di qualcuno dei loro antenati, e per questo motivo, ritenuto pericoloso, verrà segregato in un fatiscente sgabuzzino in uno degli angoli piu' remoti dell'enorme tenuta familiare, e lì sarà abbandonato da tutti, in attesa solo che morisse di stenti. La sua sopravvivenza, però, assicurata dagli youkai che banchettavano in suo onore, offrendogli quotidianamente le migliori (per loro, ovviamente XD) prelibatezze e curando i malanni che le sue fragili condizioni di salute gli procuravano, hanno fatto di Nemuru esattamente ciò che è adesso: un bambino sereno, gentile e sorridente. Dall'altro lato, il fatto che non muoia nonostante la totale assenza di viveri, sarà, per i familiari, un motivo in piu' per considerarlo posseduto da qualche entità demoniaca.
Nemuru non ha mai rimpianto la sua libertà negata; la sua memoria storica non ricorda nient'altro che lo sgabuzzino e la presenza dei suoi amici youkai e ayakashi; non si può certo rimpiangere qualcosa che non si ha mai avuto modo di conoscere, dopotutto. Tutti lo credono solo, ma lui solo non si è mai sentito, perchè in fondo, non lo è mai stato sin dalla sua nascita. La compagnia di quegli esseri dalla forma orripilante, alcuni gentili e generosi, altri un po' meno, non lo ha mai abbandonato. Molti di loro, infatti, erano stati sigillati in quel luogo proprio da quegli avi che ora la sua famiglia rinnega, ed era da tanto tempo che attendevano l'arrivo di un principino in grado di unire ancora una volta i due mondi. C'è chi di questo, ovviamente, tenterà di trarre profitto personale. Un esempio? Indovinate!
Ingannato dal piu' viscido, dal piu' insulso, dal piu' str..err...piu' malvagio degli ayakashi a lasciare il mondo sereno ed ovattato dello sgabuzzino e dirigersi verso il mondo esterno, il mondo degli invisibili, Nemuru si troverà incastrato in un patto di sangue stretto con tale demoniaca entità: Invidiosissimo dei suoi occhi, simbolo di potere e di autorità per il mondo delle creature mostruose, non solo lo costringe a sciogliere il sigillo che lo rilegava allo sgabuzzino, luogo in cui egli era stato rilegato da secoli da uno degli avi di Nemuru, ma lo legherà a se' da un vincolo indissolubile: Madara gli assicurerà aiuto e protezione per il resto della sua vita, ma lui, in cambio, al momento della sua morte gli cederà i suoi occhi, assumendo quindi, in modo del tutto illegittimo, il titolo di Principe del Makai (魔界 = Mondo sovrannaturale).
Nemuru è sempe stato un bambino molto cagionevole di salute e gli anni di reclusione non gli hanno di certo giovato. I suoi bronchi, fragilissimi e soggetti a ricorrenti bronchiti, sicuramente non potevano considerarsi il miglior equipaggiamento per un bambino cieco che si accinge ad esplorare, privo di qualsiasi meta, un mondo ad egli invisibile.
Semicosciente e febbricitante, verrà ritrovato dal nostro Mail accasciato in un angolo di una strada in pessime condizioni, in compagnia dell'indifferenza delle persone e di uno strano pupazzo di peluche.
Tra le imprecazioni di Miyon (fermamente convinto che Mail lo abbia rapito per usarlo come cavia XD) e quelle -inudibili agli umani- di Madara (che non si fida assolutamente degli umani), Mail riuscirà a curarlo iniettandogli in tempo uno dei suoi strani - ma efficaci - intrugli. Da allora, beh...non siamo mica così vili da gettare fuori casa un bambino cieco, non pensate anche voi?V__V
Madara (Sehara per gli umani)-- CH PetiteAi Yuriel-- Work in Progress
Julian Faust Von Stauffenberg -- La Légende de Temps - Roderich NS
Non ho riletto niente e per di piu' vado terribilmente di fretta, per cui...chiedo scusa per eventuali errori! >__< E consideratelo ancora incompleto!
Nome: Julian Faust von Stauffenberg
Età: Tra i 25 e i 30.
Compleanno: 26 Gennaio
Orientamento sessuale: Non definito (non ha tempo per queste cose V_V)
Frase preferita: La guerra è una cosa troppo seria per essere gestita da un branco di idioti.
Ama: La matematica, i libri, le giornate di sole, il suo piccolo e tranquillo salotto dove poter
leggere in santa pace senza essere disturbato. Dormire con la luce accesa.
Odia: I luoghi troppo grandi ed affollati, i litigi, il buio, il rumore, gli oggetti appuntiti, i topi, le sue infinite fobie XD
Vorrebbe:Essere nato nel secolo precedente, o magari in quello successivo. Possibilmente a Bora Bora o in un altro luogo caldo, soleggiato e non troppo frequentato.
Curiosità: Porta sempre con se una piccola quantità di sali per cercare di contrastare i suoi frequenti svenimenti e/o attacchi di panico. Solitamente non fa mai in tempo ad usarli, ma averli con sé gli da sicurezza. Ha una sorella maggiore ed una nipotina a cui è molto affezionato, ma dallo scoppio della Guerra non ha più avuto modo di andarle a trovare. E' nato è cresciuto nella stessa casa in cui vive attualmente con il padre, un anziano postino in pensione. Non ha mai pensato di trasferirsi altrove, anche perchè è talmente abituato a subire le angherie di Ingrid , tiranna amica di infanzia nonché vicina di casa, che sa bene si sentirebbe davvero troppo solo altrove.
Il suo cognome (Von Stauffenberg) è un richiamo in onore del Capitano Claus von Stauffenberg, personaggio realmente esistito (Per info, vi riporto a Wikipedia) La sola cosa in comune è la nazionalità e l'appartenenza alla resistenza tedesca; per il resto, ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite è puramente casuale. )
Nato e cresciuto a Berlino in una famiglia di ceto medio, Julian è un giovane economista tedesco.
Una di quelle persone “rispettabili e degne di stima", almeno secondo Adolf Hitler.
Ma dei complimenti di quest'ultimo, lui, ne avrebbe fatto volentieri a meno.
Julian ama definirsi L’uomo sbagliato al momento giusto.
Espansivo, pacifista e con un’inossidabile senso di giustizia, egli non ha mai amato i conflitti; a partire da quelli domestici e a finire con quelli di rilevanza internazionale.
Vivere la propria giovinezza nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, anni che avevan visto la sua bella Germania trasformarsi in uno dei teatri di sangue più cruenti di tutto il conflitto armato, non era certo il massimo delle sue aspettative.
Ma a differenza della stragrande maggioranza dei connazionali, lo sdegno e il profondo astio nutrito nei confronti dell’ideologia nazista, Julian, non si può certo dire l’abbia tenuto del tutto per sé. A quei tempi, al mondo non vi era individuo il cui animo non fosse stato, almeno in parte, sfigurato dall'avvento della guerra. E quello di Julian, di certo, non faceva eccezione.
Loro erano i tedeschi. I cattivi agli occhi del mondo.
Malgrado la sua forte avversione nei confronti della violenza, Julian adesso non avrebbe pensato due volte a premere un grilletto, se questo fosse servito a difendere le persone e gli ideali a cui era fermamente legato.
Complice la bella e saccente Ingrid, un’amica d’infanzia con cui ha un ambivalente rapporto di amore-odio, l’ariano economista diventerà ben presto l’insospettabile mente strategica ed organizzativa di un attivissimo gruppo di Resistenza tedesca contro il regime nazionalsocialista, la Widerstand.
Inizialmente nato come una semplice collaborazione tra due individui accomunati dal desiderio di accelerare, mediante il proprio contributo, il processo che avrebbe portato alla definitiva caduta di Hitler, la Widerstand divenne presto un vero e proprio microgruppo di bizzarri partigiani, il cui intento era non solo quello di rovesciare il governo attraverso dei piani scrupolosamente ideati e realizzati, ma anche, e soprattutto, quello di evitare gli sbagli che avevan visto tragicamente fallire gli altri rivoltosi.
Ben consapevoli delle conseguenze a cui sarebbero andati incontro se scoperti, la Widerstand di Julian e Ingrid aveva fatto dell’insospettabilità la sua arma principale.
Se la Gestapo per identificare i possibili ‘nemici dello stato’ agiva basandosi sulle semplici apparenze, allora tutto stava nel “non apparire”. Tutto stava nell’agire al di là di ogni possibile sospetto.
A questo proposito, fondamentale fu il contributo apportato non solo da Ingrid, la cui famiglia, fervente sostenitrice del nazismo, vantava importanti amicizie tra i pesci grossi del regime; ma anche quello portato da due membri che si aggiungeranno in seguito: la piccola Rebecca (Ribattezzata Rødhette), bimba olandese rimasta orfana in seguito ad un eccidio; e Benedikt (Bendt per gli amici), scontroso ed inesperto partigiano danese deciso a vendicare la morte dei suoi compagni tramite mezzi...non del tutto efficaci.
Ma, ciò che rendeva Julian assolutamente insospettabile agli occhi della gente, era senza dubbio la sua persona in sé.
Si dice che l’abito non faccia il monaco; niente di più’ vero per lui.
Nonostante l’aspetto deciso, la buona volontà e le sue brillanti capacità riflessive, Julian è una persona internamente combattuta da una serie di interminabili (ed imbarazzanti) fobie che condizionano terribilmente la sua vita.
Difficile immaginare come uomo come lui, capace di mantenere intatte le sue ammirevoli capacità oratorie dinnanzi alle situazioni più disperate, possa di colpo perdere ogni briciolo di razionalità dinnanzi ad una stanza buia, ad un luogo affollato, ad un oggetto appuntito o ad un topo che fa capolino dalla sua tana alla ricerca di cibo.
Per quanto Julian si sforzasse a minimizzare, le sue reazioni sono sempre pressoché plateali.
Si va dal semplice pallore (in caso di fortuna, ovviamente), all’attacco di panico, sino a vere proprie crisi iperventilatorie con conseguente svenimento.
Potrebbe mai, una persona simile, rappresentare una minaccia per il regime?
Molto più di quanto si possa immaginare!
...basta solo ci sia qualcuno pronto a tenergli la mano durante un'azione notturna! XD
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