Signor Fisico, Signor Astronomo,
Lei non conosce la natura della materia, Lei non conosce la natura dell'antimateria. Nel Suo laboratorio di piccolo scienziato Lei crede di catturare i segreti del cosmo. Nelle Sue ampolle, combinando l'idrogeno e l'ossigeno, Lei crede di capire i segreti dell'acqua. Con l'occhio al microscopio, guardando l'infinitesimamente lontano, Lei crede di capire i segreti degli astri. Ma gli elementi del cosmo, signor scienziato, non sono fatti per le Sue lenti. Acqua, Aria, Terra, Fuoco hanno segreti che lei non potrà mai capire. Gli astri seguono una traiettoria per lei imperscrutabile. E sa perché? Perché danzano. Tutto danza, signor scienziato, e a Lei non è consentito seguire questa danza. E sa perché tutto danza? Perché tutto è musica, signor scienziato, e tutto a sua volta obbedisce a una musica che i Suoi orecchi non possono cogliere. Aria, Acqua, Terra, Fuoco sono musica. E danzano la musica che essi stessi sono. La vita che Lei cerca nel Suo laboratorio e nel Suo osservatorio è una musica che Lei non potrà mai cogliere.
C'è un mezzo, tuttavia, che può cogliere per un attimo la musica della vita. Ma di questa musica questo strumento non coglie il suono, coglie il silenzio. Perché la musica, come Lei saprà, non è un suono continuo, cosa che non potrebbe essere. Essa è fatta anche di silenzi: minuscoli intervalli o pause fra un suono e l'altro, fra una nota e l'altra; interstizi incommensurabili durante i quali la vita si ferma per riprendere immediatamente il suo pulsare che a noi sembra un continuo. Ecco, della musica della vita il mezzo di cui parlo coglie l'intervallo fuggevole, l'interstizio invisibile a occhio nudo, il silenzio già svuotato del prima e già colmo del dopo. E lo rende eterno. Questo mezzo è la fotografia, e io lo conosco bene perché... [..]
-Tabucchi, una lettera ritrovata
(Lettera di Bayard ad Arago)
- JoinedAugust 2012
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