Sono una fotografa in divenire.

E questo è il mio "favoloso mondo": le persone che ho incontrato e quelle che amo, i posti in cui sono stata, gli oggetti, le atmosfere, le storie, le emozioni.

Tutto raccontato attraverso i miei occhi e rinchiuso in questi scatti come su un taccuino - come appunti di viaggio -

Tutto raccontato in queste immagini laddove le parole non possono arrivare.

Benvenuti.

  

Grazie a Giullong - il mio mitico Prof - per il mio nome.

 

Grazie a Giusva per la mia immagine.

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Photos of elisabetta buonanno

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"“Le fotografie possono essere ricordate più facilmente delle immagini in movimento perché rappresentano una precisa scelta di tempo”. La precisa scelta di tempo di cui parla Susan Sontag è la scelta di tempo con cui Elisabetta riesce a racchiudere in degli attimi tutta l’atmosfera di un determinato spettacolo teatrale… Read more

"“Le fotografie possono essere ricordate più facilmente delle immagini in movimento perché rappresentano una precisa scelta di tempo”. La precisa scelta di tempo di cui parla Susan Sontag è la scelta di tempo con cui Elisabetta riesce a racchiudere in degli attimi tutta l’atmosfera di un determinato spettacolo teatrale. E’ la scelta di tempo che le permette di dire “ecco una faccia da palcoscenico”. Tatuaggio ben in vista, anfibi ai piedi, l’occhio corridore-pensatore, inseguitore-folgoratore di Betta sui set teatrali è pura scuola Franka Potente. Betta è capace di soggettivizzare mediante l’impugnatura e il click sia la digitale che l’analogica. Nelle sue mani queste divengono due creature: Nikita e Carmensita. Con la prima crea azione al silenziatore e aggressività. Con la seconda intensità evidente e rumorosa, da boomerang, che racchiude in “quel pigiare il click” strati di Fanny Ardant ne “La femme d'à côté” e strati di sensualità di gran parte delle protagoniste femminili dei film di wong-kar-wai. Il tutto filtra attraverso i ritmi di Ellen Allien. Se il più delle volte, durante il viaggio fotografico, sia teorico che pratico, si pone l’obiettivo di rendere sua la frase del saggio di Vilèm Flusser “Per una filosofia della fotografia”, dopo qualche chilometro accosta. Sa che per riprendere il viaggio nella realtà fotografica deve sentire la voce di Alabama che le grida: “Per una fotografia al massimo”

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July 24, 2008

Sono fortunato di far parte nel tuo "favoloso mondo"... Grazie ...

September 26, 2007