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.::NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!::.

 

Questo sito nasce da un'idea delle studentesse e degli studenti dei Collettivi Universitari che in questi giorni stanno contribuendo a costruire le enormi mobilitazioni contro la legge 133 e la riforma Gelmini.

 

I tagli alla scuola e all'università pubblica sono solo l'ultimo atto di politiche decennali che vogliono regalare l'istruzione pubblica ai privati, per farne una fabbrica di precari, asservita alla flessibilità del mercato del lavoro e dall'altra laboratorio di ricercatori precari al servizio del profitto delle aziende.

 

I Collettivi Universitari sono presenti da anni in molte università italiane, a partire da Roma, e hanno sempre mantenuto viva l'attenzione sui diritti di studenti e studentesse, sui loro bisogni, sulla necessità di una riforma radicale dell'università italiana. Il movimento che è scoppiato contro la Gelmini ci conferma la bontà di quell'impegno e ci consegna una dimensione ampia e di massa, l'unica necessaria a conseguire i nostri obiettivi. Per questo lavoriamo per l'estensione della moblitazione, per l'autorganizzazione del movimento, per arrivare a ottenere il ritiro dei provvedimenti del governo Berlusconi e l'avvio, davvero, di un processo partecipato e dal basso di riforma dell'univesità.

 

Vogliamo vincere, vogliamo l'immediato ritiro della legge 133 e della riforma Gemini. Una vittoria che dia coraggio a un movimento che vuole e può ottenere molto di più. Per vincere è necessario bloccare il paese, per questo lavoriamo a uno sciopero generale coordinato e continuativo. Vogliamo costruire un asse con il mondo del lavoro non solo per vincere, ma per estendere le mobilitazioni oltre la semplice difesa dell'esistente. La vostra crisi non la paghiamo abbiamo urlato e urleremo nelle strade. Un grido contagioso, che può costruire un grande movimento unitario che dica basta alla precarietà, all'ingiustizia, alla logica del sapere come merce, allo strapotere del profitto.

 

Con questo sito vogliamo offrire alle realtà in lotta uno strumento per mettersi in relazione, per comunicare tra loro, per approfondire l'analisi sullo stato della ricerca e dell'istruzione in Italia, sul loro ruolo nella società attuale, sul futuro che vogliamo contro il futuro che hanno previsto.

 

Non vogliamo l'università del sapere frammentato, in cui vige la costrizione e alienazione dei tempi, 'l'obbligo di frequenza, la liceizzazione, la mancanza di sapere e approfondimento critico, il conseguente appiattimento sul pensiero unico.

Noi proponiamo un'altra idea di università, un'università libera, pubblica, gratuita e di massa.

La vogliamo costruire con un movimento duraturo a partire da alcune rivendicazioni da affiancare al ritiro dei provvedimenti del governo Berlusconi

 

- ACCESSO: progressiva riduzione delle tasse universitarie fino alla gratuità; eliminazione dei blocchi all'accesso (numeri chiusi) sia alla triennale che alla specialistica.

 

- DIDATTICA: scardinamento del 3+2: abolizione del sistema dei crediti, accorpamento degli esami in semestrali e annuali per un massimo di 6 esami l'anno, didattica partecipata dagli studenti, abolizione degli stages/tirocini non retribuiti.

 

- DIRITTO ALLO STUDIO: salario studentesco diretto e indiretto ---> borse di studio, alloggi, servizi (mense, sportelli x studenti, biblioteche), accesso gratuito alla cultura (cinema, teatri, musei) ed ai trasporti.

 

- RICERCA: ricerca libera e indipendente dalle logiche di mercato. Uscita dei privati dalle università. Stop alla ricerca di guerra. Trasparenza dei concorsi contro il clientelismo baronale

 

- DEMOCRAZIA: sostituzione degli organi di rappresentanza degli atenei, in cui gli studenti sono sottorappresentati e non hanno alcun potere, con assemblee generali di facoltà (con sospensione della didattica per favorire la partecipazione studentesca) e assemblee d'ateneo a partecipazione quantomeno paritetica tra studenti, ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo

 

- LAICITA': sapere libero da qualsiasi ingerenza, contro ogni discriminazione di genere e dei soggetti lgbit, presenza di un consultorio pubblico e gratuito in tutti gli atenei

 

- STOP PRECARIETA': vogliamo l'abolizione dei contratti atipici che sperimentiamo sulla nostra pelle per pagarci le tasse, gli affitti, i libri. Non vogliamo quei contratti neanche per il nostro futuro. Vogliamo forme di salario sociale che ci permettano di non accettare il primo contratto che ci verrà offerto usciti dall'università. Vogliamo un futuro, non ci basta sopravvivere.

 

E' a partire da questo lavoro e da questa riflessione che ci poniamo l'obiettivo di far vincere il movimento, ma anche di radicarlo e di radicalizzarlo. Non pensiamo di avere tutte le ricette pronte, anzi. Abbiamo aperto una breccia, che vogliamo allargare, sedimentare, rendere permanente. Questo sito, con la massima apertura possibile, sarà uno strumento duraturo, a disposizione di chi crede che insieme possiamo riprenderci le nostre vite. Il movimento è forte, può vincere, avrà le sue ondate e i suoi riflussi, le sue vittorie e le sue delusioni… noi vogliamo rendere la nostra voglia di cambiamento a tempo indeterminato. In fondo cosa abbiamo da perdere se non la nostra precarietà?

 

contro tagli e precarietà rivoltiamo l'università!

  

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