ho iniziato a vivere di vite altrui, cibando la mia anima di tutto cioò che non le apparteneva.
Tossico cibo di depresse incognite
la mia scrittura è morta nel fiume della conformità,
svuotata del significato di me stessa mi aggiro per bui corridoi rivestiti di commiserazione.
NOn piango più, la poesia è morta.
Il ricordo mi ha imprigionato
nel fiume della malinconia e
il riflesso di me traghetta i resti di
un corpo ormai vuoto...Non odo più il vento
E ora morte.