Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme - Hellenistic Prince - Roman sculpture in bronze - 2nd century BC
L’espressione altera e l’eccezionale prestanza fisica imprimono nella memoria l’immagine della scultura in bronzo scoperta sul Quirinale, dove ornava una residenza privata o un’aula delle Terme di Costantino. La figura nuda è in equilibrio sul piede destro, che aderisce al suolo, e si appoggia alla lancia retta dal braccio sinistro sollevato. La mano destra è portata sulla natica con il palmo rivolto in alto; il capo è ruotato con decisione.
Il volto è contraddistinto da un naso prominente, occhi infossati e una piccola bocca dischiusa: tratti fisiognomici realistici propri di un ritratto. Chi sia rappresentato sotto le spoglie del giovane non è facile a dirsi: un principe pergameno o un anonimo generale romano? L’identificazione del personaggio con Eracle, suggerita dall’allusione all’Eracle Farnese, di cui è citata la posa, farebbe propendere per la seconda ipotesi. Il bronzo, databile alla prima metà del II secolo a.C., è eseguito nella tecnica della cera persa con gli occhi in pasta vitrea oggi mancanti, ma che in origine erano inseriti a parte.
Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme - Hellenistic Prince - Roman sculpture in bronze - 2nd century BC
L’espressione altera e l’eccezionale prestanza fisica imprimono nella memoria l’immagine della scultura in bronzo scoperta sul Quirinale, dove ornava una residenza privata o un’aula delle Terme di Costantino. La figura nuda è in equilibrio sul piede destro, che aderisce al suolo, e si appoggia alla lancia retta dal braccio sinistro sollevato. La mano destra è portata sulla natica con il palmo rivolto in alto; il capo è ruotato con decisione.
Il volto è contraddistinto da un naso prominente, occhi infossati e una piccola bocca dischiusa: tratti fisiognomici realistici propri di un ritratto. Chi sia rappresentato sotto le spoglie del giovane non è facile a dirsi: un principe pergameno o un anonimo generale romano? L’identificazione del personaggio con Eracle, suggerita dall’allusione all’Eracle Farnese, di cui è citata la posa, farebbe propendere per la seconda ipotesi. Il bronzo, databile alla prima metà del II secolo a.C., è eseguito nella tecnica della cera persa con gli occhi in pasta vitrea oggi mancanti, ma che in origine erano inseriti a parte.