babeffe
sabba
[tassinaro]
Cristina mi scrive.
e-mail #10.
Io ieri ero un'animuccia in pena. E tu lo sai. Anche se era una bella lotta con il tuo faccino.
Ti sono anche venuta a cercare nei miei sonni agitati, chiedendoti l'indirizzo del medico che prescrive le pillole che fanno dimenticare, "non tutto però" ti precisavo, "solo quella cosa brutta lì" e, già nell'aspettare la risposta, mi montava la speranza, nel sogno, che avrei curato il mio cuore marcio e malato.
Tornando alla fase pre R.E.M., in tutto ciò, pigre croniche, uscite dal sabba, chiamiamo un taxi, io e te, raperonzolo e la bella addormentata (vedi che ti seguo attenta le evoluzioni fotografiche?); perchè prendere un tram, nella notte più uggiosa, dall'inizio del non inverno 2006/07, proprio non ci andava giù. Arriva, e forse da come si è fermato, con fare un po' truzzo, dovevamo capire, ma la birra e la tristezza avevano fatto il loro corso, e quindi abbiamo incontrato lui, taxi driver.
Ti prego parliamone.... parliamo del susseguirsi di eventi che dopo aver dato l'indirizzo, "insustato" più di noi ci apostrofa " e dove sarebbe via P....?", (scusa sai, se non abitiamo in Corso Vittorio Emanuele angolo ZARA) .
Un po', ti dirò, mi faceva tenerezza, sembrava uno dei miei grafici che ha sbagliato mestiere, e allora volevo aiutarlo e, come se fosse, amico mio (!!!) gli ho detto, " hai presente il bar VIAR...", mi hai freddato con uno sguardo, e lì dovevo capire, perchè lui ha tirato fuori la sua vera anima da banchiere d'affari e ha iniziato a darci del lei, stizzito dall'approssimativa indicazione. Taxi driver, comunque, soffriva di personalità multipla perchè, dopo il lei ripristina una conversazione amicale e dice "Ué, ho capito dov'è, è la via del concessionario Aprilia". Io non ti guardavo, sarei scoppiata a ridere e lui avrebbe preso il cric e me l'avrebbe tirato in testa. Ne sono certa.
Dopo che ti ha lasciato quasi due numeri civici prima, sempre per l'approssimazione, gli ho ripetuto il mio di indirizzo e mi fa, come se avesse scoperto che avevamo in comune un parente: "di fronte al carcere". Avrei voluto, davvero e con tutto il cuore chiedergli se conosceva bene il posto in quanto condomino dell'istituto, in tempi passati, ma il contratto di trasporto era ancora in corso e il pensiero del cric era lì, così mi sono limitata a dirgli un disinvolto "non proprio, e un po' prima". "Stesso lato però", fa lo scocciato banchiere, "sì sì" concedo io.
Arrivo e tiro fuori i soldi e il taxi driver, ormai a fine corsa, si imbizzarrisce e tira fuori uno stream of conciusness che neanche Joyce : " oh, pensavo che mi avessi dato cinque euro e stavi tirando fuori tutto il resto in moneta e dicevo “miiii mica mi vuole riempire di monetine questa qua". "ehmm no no sono venti euro". Ha guardato la banconota cinque minuti come quelli che hanno il monocolo e devono valutare il carato di un diamante. Sono scesa e mi fa “buona sera”. Alla fine la componente del banchiere d'affari ha avuto la meglio!
sabba
[tassinaro]
Cristina mi scrive.
e-mail #10.
Io ieri ero un'animuccia in pena. E tu lo sai. Anche se era una bella lotta con il tuo faccino.
Ti sono anche venuta a cercare nei miei sonni agitati, chiedendoti l'indirizzo del medico che prescrive le pillole che fanno dimenticare, "non tutto però" ti precisavo, "solo quella cosa brutta lì" e, già nell'aspettare la risposta, mi montava la speranza, nel sogno, che avrei curato il mio cuore marcio e malato.
Tornando alla fase pre R.E.M., in tutto ciò, pigre croniche, uscite dal sabba, chiamiamo un taxi, io e te, raperonzolo e la bella addormentata (vedi che ti seguo attenta le evoluzioni fotografiche?); perchè prendere un tram, nella notte più uggiosa, dall'inizio del non inverno 2006/07, proprio non ci andava giù. Arriva, e forse da come si è fermato, con fare un po' truzzo, dovevamo capire, ma la birra e la tristezza avevano fatto il loro corso, e quindi abbiamo incontrato lui, taxi driver.
Ti prego parliamone.... parliamo del susseguirsi di eventi che dopo aver dato l'indirizzo, "insustato" più di noi ci apostrofa " e dove sarebbe via P....?", (scusa sai, se non abitiamo in Corso Vittorio Emanuele angolo ZARA) .
Un po', ti dirò, mi faceva tenerezza, sembrava uno dei miei grafici che ha sbagliato mestiere, e allora volevo aiutarlo e, come se fosse, amico mio (!!!) gli ho detto, " hai presente il bar VIAR...", mi hai freddato con uno sguardo, e lì dovevo capire, perchè lui ha tirato fuori la sua vera anima da banchiere d'affari e ha iniziato a darci del lei, stizzito dall'approssimativa indicazione. Taxi driver, comunque, soffriva di personalità multipla perchè, dopo il lei ripristina una conversazione amicale e dice "Ué, ho capito dov'è, è la via del concessionario Aprilia". Io non ti guardavo, sarei scoppiata a ridere e lui avrebbe preso il cric e me l'avrebbe tirato in testa. Ne sono certa.
Dopo che ti ha lasciato quasi due numeri civici prima, sempre per l'approssimazione, gli ho ripetuto il mio di indirizzo e mi fa, come se avesse scoperto che avevamo in comune un parente: "di fronte al carcere". Avrei voluto, davvero e con tutto il cuore chiedergli se conosceva bene il posto in quanto condomino dell'istituto, in tempi passati, ma il contratto di trasporto era ancora in corso e il pensiero del cric era lì, così mi sono limitata a dirgli un disinvolto "non proprio, e un po' prima". "Stesso lato però", fa lo scocciato banchiere, "sì sì" concedo io.
Arrivo e tiro fuori i soldi e il taxi driver, ormai a fine corsa, si imbizzarrisce e tira fuori uno stream of conciusness che neanche Joyce : " oh, pensavo che mi avessi dato cinque euro e stavi tirando fuori tutto il resto in moneta e dicevo “miiii mica mi vuole riempire di monetine questa qua". "ehmm no no sono venti euro". Ha guardato la banconota cinque minuti come quelli che hanno il monocolo e devono valutare il carato di un diamante. Sono scesa e mi fa “buona sera”. Alla fine la componente del banchiere d'affari ha avuto la meglio!