Sito Archeologico di Minturnae
Il Sito racchiude i resti dell'antica città-porto di Minturnae, che faceva parte della Pentapoli aurunca.
La città fu distrutta dai Romani nel 314 a.C. durante la seconda guerra sannitica, combattuta dalle città della Pentapoli accanto ai Sanniti.
Vista la posizione favorevole ai commerci e al controllo della via d'acqua, i Romani ricostruirono la città facendone una colonia nel 295 a.C..
Nell'alto medioevo, Minturnae venne nuovamente distrutta, probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590.
Dal sito archeologico in passato sono stati sottratti reperti, in particolare 158 sculture dal maresciallo Laval Nugent, comandante dell'esercito borbonico, nel 1820. A seguito di ciò molte opere sono approdate all'estero.
Il sito si trova nel comune di Minturno (LT) al chilometro 156 della Via Appia, in prossimità della foce, sulla sponda destra del fiume Garigliano.
Vi si possono ammirare:
Il Teatro Romano, costruito verso il I secolo d.C., accoglieva oltre 4000 spettatori, Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri (l'antica Pirae) e nella zona di Castelforte.
Un tratto originale della "Regina Viarum" via Appia Antica (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica.
I resti del Foro Repubblicano (II secolo a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II secolo d.C.).
L'area degli scavi e l'antiquarium entrambi di proprietà dello Stato Italiano, otre che sito archeologico sono teatro anche di eventi museali, musicali ed artistici.
Foto: ©MicheleMonteleone
Sito Archeologico di Minturnae
Il Sito racchiude i resti dell'antica città-porto di Minturnae, che faceva parte della Pentapoli aurunca.
La città fu distrutta dai Romani nel 314 a.C. durante la seconda guerra sannitica, combattuta dalle città della Pentapoli accanto ai Sanniti.
Vista la posizione favorevole ai commerci e al controllo della via d'acqua, i Romani ricostruirono la città facendone una colonia nel 295 a.C..
Nell'alto medioevo, Minturnae venne nuovamente distrutta, probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590.
Dal sito archeologico in passato sono stati sottratti reperti, in particolare 158 sculture dal maresciallo Laval Nugent, comandante dell'esercito borbonico, nel 1820. A seguito di ciò molte opere sono approdate all'estero.
Il sito si trova nel comune di Minturno (LT) al chilometro 156 della Via Appia, in prossimità della foce, sulla sponda destra del fiume Garigliano.
Vi si possono ammirare:
Il Teatro Romano, costruito verso il I secolo d.C., accoglieva oltre 4000 spettatori, Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri (l'antica Pirae) e nella zona di Castelforte.
Un tratto originale della "Regina Viarum" via Appia Antica (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica.
I resti del Foro Repubblicano (II secolo a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II secolo d.C.).
L'area degli scavi e l'antiquarium entrambi di proprietà dello Stato Italiano, otre che sito archeologico sono teatro anche di eventi museali, musicali ed artistici.
Foto: ©MicheleMonteleone