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Giornata europea contro le politiche di austerità per il popolo

Giornata movimentata, quella di oggi. Giornata di contestazione in tante città di tanti Paesi.

In Italia e nell' Europa del benessere in dissoluzione si risponde con politiche recessive e liberiste ai gravi problemi sociali dovuti all' inasprimento della crisi economica.

E' vero che occorrono scelte improntate al rigore nella spesa pubblica per aggiustare i conti di Stato ed enti locali devastati da decenni di sperperi e mal-governo.. Ma è altrettanto vero che i costi della bancarotta (fraudolenta) non devono ricadere su coloro che della crisi non sono i colpevoli ma semmai le vittime.. lavoratori dipendenti, autonomi non evasori, pensionati, precari, cassaintegrati etc.

 

Il sindacato CGIL ha portato in piazza i lavoratori addetti all'istruzione che sono particolarmente preoccupati non solo in ragione dei tagli finanziari già operati nel settore quanto per quei "non investimenti" che stanno portando al depotenziamento della scuola pubblica a vantaggio delle scuole private usate dalle famiglie piu' abbienti e benedette dal Vaticano e dai suoi sponsor.

Oggi gli edifici scolastici, in talune realtà della penisola, cadono in pezzi nell'indifferenza generale, mentre agli insegnanti vorrebbero imporre orari di lavoro peggiorativi e classi sempre piu' numerose. Il precariato è una triste realtà italiana che non sembra ancora risolta efficacemente.

Gli insegnanti di sostegno per gli alunni handicappati nella scuola pubblica sono stati ridotti senza che le forze politiche della Destra cattolica, teoricamente molto coinvolte in tali questioni, abbiano agito coerentemente.

 

La protesta che dilaga nelle piazze esprime il dissenso sui tagli di spesa che vanno ad incidere sugli strati piu' deboli della popolazione, quelli che, curiosamente, sono anche piu' facilmente raggiungibili dal Fisco..

 

Esistono modalità alternative di intervento.

Ogni tanto qualcuno, a sinistra, propone una tassazione sui grandi patrimoni allo scopo di non infierire su coloro che gia' scontano pesantemente la crisi in atto attraverso rincari di beni e servizi socio-sanitari, oneri che impoveriscono la collettività indiscriminatamente.

Per imprescindibili motivi tecnici la manovra a carico dei patrimoni dei ricchi viene rimandata a data da destinarsi.. ma i capitali seguitano a fuggire all'estero con complicate manovre di ingegneria delinquenziale, o anche, semplicemente, nel bagagliaio delle auto in transito a Chiasso..

 

Anche il taglio drastico delle spese militari in un Paese pacifico e ben difeso dall'Alleanza atlantica, è argomento inascoltato..

Avremo scuole al tracollo .. ma potremo vantare una flotta di 90 nuovi caccia bombardieri pronti al decollo .. Giocattoli inutili che i contribuenti pagheranno con molti miliardi di euro.

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Uploaded on November 14, 2012
Taken on November 14, 2012