costagar51
"Minni i virgini"- Seni di vergini
Le Minne o paste delle Vergini - Specialità del Monastero delle Vergini.
(Farina 00, strutto, uova, marsala, lievito, ricotta, cioccolato fondente, frutta candita).
La minna di virgini (in italiano "seno di vergine") è un dolce tradizionale siciliano di Sambuca di Sicilia, città siciliana in provincia di Agrigento.
... è un dolce di forno. Ha la forma mammellare con all'apice una protuberanza più scura. È composta da pasta frolla e contiene al suo interno crema di latte, zuccata, scaglie di cioccolato e cannella.
La minna di virgini fu ideata nel 1725 da suor Virginia Casale di Rocca Menna, del Collegio di Maria di Sambuca. La suora la creò in occasione del matrimonio del Marchese don Pietro Beccadelli con donna Marianna Gravina....
Il nome discenderebbe, come narra Alfonso Di Giovanna nel suo libro Per modo di dire, dalla stessa suora che ideò il dolce, Virginia della Menna. Probabilmente invece deriva da un'antichissima tradizione legata a culti femminili preesistenti, sviluppatisi in tutta la Sicilia.
da: it.wikipedia.org/wiki/Minna_di_virgini#cite_note-4
In letteratura, la minna di virgini è citata da vari autori siciliani. Ecco alcuni esempi:
Alfonso Di Giovanna dedica un intero capitolo nel suo libro "Per modo di dire".
Ecco un passo del racconto: ... Farina, uova, latte, lievito. Si compone una pinna di pasta tonda come una luna piena; al centro si accumula un po' di tutto: cose, comunque, che debbo studiare con attenzione: non dovrebbero mancare la zuccata, la crema, l'essenza di garofano e di cannella, qualche pezzo di cioccolato e… quant'altro mi ispirerà il Signore… Vedrà che ci riusciremo a fare un dolce sensitivo....
l'Abate Giuseppe Meli , medico e docente di chimica all'Università di Palermo, nel Settecento ci racconta che: un meraviglioso inno, intitolato "Li cosi duci di li batii ", dove elenca ben 21 Conventi evidenziandone la specilità dolciaria prodotta nel’illuministica Palermo. Delle minne a detta del Meli erano specialiste le suorine... "Delle Vergini poi sono i bei seni. Quanto eccellenti sono, tutti lo sanno. Salute a chi spende i suoi spiccioli A chi non ne mangia ci venga un malanno Io per una sola salirei sulla cuccagna O starei dentro incarcerato per un anno! Benedetta la madre che le vende Benedette le mani che le fanno" .
sicaninelmondo.altervista.org/blog/?p=160
Giuseppe Tomasi Di Lampedusa ne Il Gattopardo cita, in occasione del "Gran Ballo" , tra i tanti dolci presenti sulla tavola, le impudiche “Paste delle Vergini”.
A Palermo, oggi vengono riproposte, sulla base delle antiche ricette delle monache, da "I Segreti del Chiostro" : www.facebook.com/I-Segreti-del-Chiostro-370831363316000/
e vendute insieme ad altri "dolci di badia" nel restaurato Monastero domenicano di Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto (Palermo - piazza Bellini e piazza Pretoria)
video.repubblica.it/edizione/palermo/un-viaggio-nei-meand...
"Minni i virgini"- Seni di vergini
Le Minne o paste delle Vergini - Specialità del Monastero delle Vergini.
(Farina 00, strutto, uova, marsala, lievito, ricotta, cioccolato fondente, frutta candita).
La minna di virgini (in italiano "seno di vergine") è un dolce tradizionale siciliano di Sambuca di Sicilia, città siciliana in provincia di Agrigento.
... è un dolce di forno. Ha la forma mammellare con all'apice una protuberanza più scura. È composta da pasta frolla e contiene al suo interno crema di latte, zuccata, scaglie di cioccolato e cannella.
La minna di virgini fu ideata nel 1725 da suor Virginia Casale di Rocca Menna, del Collegio di Maria di Sambuca. La suora la creò in occasione del matrimonio del Marchese don Pietro Beccadelli con donna Marianna Gravina....
Il nome discenderebbe, come narra Alfonso Di Giovanna nel suo libro Per modo di dire, dalla stessa suora che ideò il dolce, Virginia della Menna. Probabilmente invece deriva da un'antichissima tradizione legata a culti femminili preesistenti, sviluppatisi in tutta la Sicilia.
da: it.wikipedia.org/wiki/Minna_di_virgini#cite_note-4
In letteratura, la minna di virgini è citata da vari autori siciliani. Ecco alcuni esempi:
Alfonso Di Giovanna dedica un intero capitolo nel suo libro "Per modo di dire".
Ecco un passo del racconto: ... Farina, uova, latte, lievito. Si compone una pinna di pasta tonda come una luna piena; al centro si accumula un po' di tutto: cose, comunque, che debbo studiare con attenzione: non dovrebbero mancare la zuccata, la crema, l'essenza di garofano e di cannella, qualche pezzo di cioccolato e… quant'altro mi ispirerà il Signore… Vedrà che ci riusciremo a fare un dolce sensitivo....
l'Abate Giuseppe Meli , medico e docente di chimica all'Università di Palermo, nel Settecento ci racconta che: un meraviglioso inno, intitolato "Li cosi duci di li batii ", dove elenca ben 21 Conventi evidenziandone la specilità dolciaria prodotta nel’illuministica Palermo. Delle minne a detta del Meli erano specialiste le suorine... "Delle Vergini poi sono i bei seni. Quanto eccellenti sono, tutti lo sanno. Salute a chi spende i suoi spiccioli A chi non ne mangia ci venga un malanno Io per una sola salirei sulla cuccagna O starei dentro incarcerato per un anno! Benedetta la madre che le vende Benedette le mani che le fanno" .
sicaninelmondo.altervista.org/blog/?p=160
Giuseppe Tomasi Di Lampedusa ne Il Gattopardo cita, in occasione del "Gran Ballo" , tra i tanti dolci presenti sulla tavola, le impudiche “Paste delle Vergini”.
A Palermo, oggi vengono riproposte, sulla base delle antiche ricette delle monache, da "I Segreti del Chiostro" : www.facebook.com/I-Segreti-del-Chiostro-370831363316000/
e vendute insieme ad altri "dolci di badia" nel restaurato Monastero domenicano di Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto (Palermo - piazza Bellini e piazza Pretoria)
video.repubblica.it/edizione/palermo/un-viaggio-nei-meand...