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Panchina inglese da giardino (1860)
Tutti noi abbiamo goduto di una pausa sulla panchina di un parco. Le panchine sono quanto mai varie, ma la versione integralmente in legno con schienale ad assicelle verticali e sedile ad assicelle orizzontali è la più diffusa e la meno influenzata dalle mode alle quali è soprawissuta durante le varie epoche. Il suo status di panchina archetipica è stato confermato dal suo uso per la famosa statua sulla Old Bond Street di Londra, The Allies, in cui lo scultore Lawrence Holofcener immortalò Franklin Roosevelt e Winston Churchill seduti su di essa. Una struttura simile si riscontra anche in altre panchine e panche inglesi del XVI secolo, ma fu l’epoca vittoriana a tenere a battesimo la panchina da parco come la conosciamo oggi. Ouando, con la rivoluzione industriale, le città iniziarono a espandersi, i filantropi del ceto industriale investirono denaro nella creazione di parchi pubblici. Anche i parchi Reali furono aperti e ampliati per soddisfare la moda vittoriana della passeggiata, che a sua volta prevedeva la necessità di sedersi su qualcosa di poco costoso ma al contempo robusto. Le panchine erano in quercia, talvolta in tèk, alcune delle quali realizzate con assi recuperate da navi da battaglia smantellate. ~origine del design è più difficile da rintracciare. Il XVIII secolo conobbe la pubblicazione su ampia scala di campionari, che consentirono agli artigiani locali di assecondare i gusti dei nobili di campagna Grazie alla circolazione dei modelli, l’umile panchina divenne il prodotto di punta di molte aziende. In anticipo sul movimento Arti e Mestieri, la panchina incarna la schiettezza dell’approccio ai materiali di Ruskin e Morris. Assemblata con mortase e giunti a tenone di grande resistenza, intagliati in spesse tavole di legno con decorazioni ridotte al minimo, la panchina offre una presenza discreta, quasi rassicurante. Le placche commemorative e le incisioni sono diventate un’aggiunta piuttosto comune. Nel XVIII secolo le panchine dei giardini ornamentali e pittorici all’inglese erano talvolta inscritte con alcuni versi di poesia, scelti con lo scopo precipuo di favorire la contemplazione del panorama. Il lascito in eredità di panchine per parchi municipali da parte di privati in memoria dei propri cari protrasse questa tradizione. Di recente i designer hanno addirittura ideato panchine dotate di dispositivi elettronici che consentono di ascoltare musica, poesie o perfino accedere a Internet.
Panchina inglese da giardino (1860)
Tutti noi abbiamo goduto di una pausa sulla panchina di un parco. Le panchine sono quanto mai varie, ma la versione integralmente in legno con schienale ad assicelle verticali e sedile ad assicelle orizzontali è la più diffusa e la meno influenzata dalle mode alle quali è soprawissuta durante le varie epoche. Il suo status di panchina archetipica è stato confermato dal suo uso per la famosa statua sulla Old Bond Street di Londra, The Allies, in cui lo scultore Lawrence Holofcener immortalò Franklin Roosevelt e Winston Churchill seduti su di essa. Una struttura simile si riscontra anche in altre panchine e panche inglesi del XVI secolo, ma fu l’epoca vittoriana a tenere a battesimo la panchina da parco come la conosciamo oggi. Ouando, con la rivoluzione industriale, le città iniziarono a espandersi, i filantropi del ceto industriale investirono denaro nella creazione di parchi pubblici. Anche i parchi Reali furono aperti e ampliati per soddisfare la moda vittoriana della passeggiata, che a sua volta prevedeva la necessità di sedersi su qualcosa di poco costoso ma al contempo robusto. Le panchine erano in quercia, talvolta in tèk, alcune delle quali realizzate con assi recuperate da navi da battaglia smantellate. ~origine del design è più difficile da rintracciare. Il XVIII secolo conobbe la pubblicazione su ampia scala di campionari, che consentirono agli artigiani locali di assecondare i gusti dei nobili di campagna Grazie alla circolazione dei modelli, l’umile panchina divenne il prodotto di punta di molte aziende. In anticipo sul movimento Arti e Mestieri, la panchina incarna la schiettezza dell’approccio ai materiali di Ruskin e Morris. Assemblata con mortase e giunti a tenone di grande resistenza, intagliati in spesse tavole di legno con decorazioni ridotte al minimo, la panchina offre una presenza discreta, quasi rassicurante. Le placche commemorative e le incisioni sono diventate un’aggiunta piuttosto comune. Nel XVIII secolo le panchine dei giardini ornamentali e pittorici all’inglese erano talvolta inscritte con alcuni versi di poesia, scelti con lo scopo precipuo di favorire la contemplazione del panorama. Il lascito in eredità di panchine per parchi municipali da parte di privati in memoria dei propri cari protrasse questa tradizione. Di recente i designer hanno addirittura ideato panchine dotate di dispositivi elettronici che consentono di ascoltare musica, poesie o perfino accedere a Internet.